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Julia Gianferri – Poesie

D’imparegiabile pigrizia è il mio amore
per lasciarmi sola con la mia sincerità
eminente ovunque nel suo imponimento
l’eminenza del pianto che distilla ogni sguardo in menzogna
(torna indietro al primo sguardo, vorresti cancellarlo)
perché se è amore che accetta il vero
indesiderandolo
allora il vero si lacera
per ogni squarcio crederà d’aver detto
profeticamente il falso
niente rimane se non un’aspra snaturata guarigione
sconosciuta ai sacramenti.

L’infinita gratitudine che
l’anima mi sommuove
non è abbastanza.
Mi estinguo in una carezza
indecifrabile e solo
in presenza di un’alta velocità
posso accettarne la dilatante sottomissione
verso il peccato.

Derivare da te, come in pasto
ad un cane sonnecchiante e
irriverente. Derivare dal dente.

L’inamovibile che tanto ci contempla
in una controra insopportabile
come vorrei assurgere al concentrico!
Come vorrei smetterla di tramandare l’anello!

L’inamovibile che tanto ci contempla
l’estraneo inamovibile
che ci salva
poi ci annega
che ci ripesca intatti.

Amore mi chiese con ragione d’ignoto
se il mio amore fosse ancora intangibile.
Ceduto a terra come cristallo rotto
la mia tenerezza liquida accoglieva
il brusco suono, occludendolo.
Intangibile – risposi – come un salice.
Amore frammentò il tempo.
Mi costrinsi a capire.
Origliavo un’occlusione.

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