Gabriele Galloni – Inediti da “L’estate del mondo”

I

Sono tornato qui – la stessa spiaggia
dove per caso incontrammo tuo padre a
vent’anni, più giovane di noi,

che nascondeva in una buca enorme
gli orecchini di tutte le sue amiche.

II

La spiaggia è sempre vuota come allora.
La domenica un paio di ombrelloni
lontani, una famiglia che passeggia

sul bagnasciuga – madre e padre nudi,
i bambini coperti dal medesimo

telo giallo che scolorisce al sole.

Vuole il cielo che tutte le parole
dette e ascoltate si perdano, adesso.
La famiglia è lontana in un fruscio
scomposto di giornale spaginato dal
vento. Il telo giallo se lo porta
via l’onda; i due bambini lo rincorrono,

ridono all’acqua e ai loro genitori.

III

Non è più facile arrivare qui.
Troppe curve, tornanti, e la boscaglia
che anticipa le dune è troppo fitta
per passarci in t-shirt o canottiera (…)

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