Federica Gallotta – Inediti

I giorni della muta

Disfatta nella forma qua – aspetto
sono liquido: miscuglio decoroso, mi adatto
a ogni tua richiesta, sono ancella: alla pigrizia
di fine giornata – lavoro affanno o scocciatura tua.
Ti avvolgo: mi faccio coperta placenta e dissolvo
sto zitta. Approfitta: sono i giorni della muta
il corpo molle e delicato, malleabile scorza.

Domani tornerà la forza, le chele che attanagliano.
Sconfiggerò il leone.

Pic-nic

Aspettavo un giorno di sole
per un pic-nic insieme
ma tu hai steso la tovaglia
sul prato degli Asfodeli
e non abbiamo più saputo cosa fare.

Pus

Dalla ferita esce del pus: ci si sputa sopra.
Così i bambini giocano a capire la vita; noi
che non l’abbiamo ancora fatto urliamo come agnelli
verso il macello a ogni spellatura.

Putresceina

A volte ho come l’idea di decompormi
non scompormi ma andare a male
putrescere, imputridire.

Allora non mi muovo
non accenno un passo
odoro, e ascolto
quello sbriciolarsi come d’ossa
che viene dall’interno.

Lo sminuzzare, ridurre in poltiglia
di quelle già polverose sostanze
di cui sono o ero fatta prima
di sbucciarmi le ginocchia cadendo
su spigoli e pungiglioni
così disgraziatamente simili
a delle braccia distese a indicare me.

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