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Michele Paladino – Inediti

Defectio


Le mosche si posano intorno alla pozza meno digerita, chiazzata,
interrogano pazzamente il fetore delle feci fresche. Scivolano ritte, intrecciandosi, nel colore verde oliva, come la bile.
Turarsi il naso al color sangue, mortale, compresso sull’asfalto, è segno di distinzione: orrenda visione dello sfriggere di un rosario in mezzo alle deiezioni.


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Lutto bianco


I fiori appassiti, non toccare niente. E’ violenza sfiorare il travertino della lapide consunta alla luce dell’aprile. Nel marmo è impresso il laccio di una sacra ustione: come il dittero sugge nel fuoco fatuo del corpo decomposto.

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