Luca Bresciani – Poesie da “Linea di galleggiamento”

Camminando si scorge talvolta
un mazzo di chiavi sollevato da terra
come se dai portoni serrati
nascesse la cecità degli uomini.

Poca altezza basta al soccorso
scegliendo la soglia di un muretto
per dirti: credo ancora a un’alleanza
e sono tue le mie ginocchia.

*

Il corpo si costituisce
otto ore a notte
e la pena si sconta su un fianco
diventando la metà di un uomo.

È trapianto la parte mancante
in chi è spezzato dalle onde
e ha per linea di galleggiamento
la cicatrice di uno scudiscio.

*

La bottiglia socchiusa dell’acqua
sul comodino è una Madonna
e attorno il resto della salvezza:
telefono-fazzoletto-pastiglia.

Coricarsi è un pellegrinaggio
chiedendo la grazia del sonno
per smarrirsi nelle coperte
giocando a non esistere.

*

L’infinito è area di sosta
pollice di autostoppista.

Un’occasione per frenare
la strategia del terrore
prestando il proprio traguardo
a chi attende ai lati del mondo.

Due volte si gira la chiave
per fermarsi e ripartire
e nel mezzo il divino dramma
di chi ringrazia e ringrazia.

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