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Sabrina Amadori – Poesie da “Vuoto frontale”

Ad ogni passo sentiamo
divenire la terra
e noi animati ed eterni
nel silenzio dell’ombra
mentre fuori, ancora
ogni cosa ripete
e non resta che il corpo
la linea gialla
il getto della folla
che si riversa negli occhi.

*

Adesso che il fiato si è spezzato
ti respiro il fianco con la fronte
partire è svuotare le braccia
il peso del condizionale sulle labbra.

*

Ci ritorniamo negli occhi
la bocca raccolta
quel lavorìo per somigliarci.

*

La notte ha l’odore della guerra
del silenzio che precede la resa
il vuoto abissale del mare
le stelle sanguinare negli occhi.

*

L’ordine della sera
si rompe nella cenere,
l’ospedale è un fantasma bianco
tempo spezzato.

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