Gennaro De Falco | Poesie

proposta della redazione
da Lo spaziotempo di una carezza (La vita felice, 2020)


Pettini i capelli

Pettini i capelli, li raccogli
nel nucleo del fermaglio.
Mi ripeti che è finito il tempo,
sfiori il margine, il limite dell’abisso.
Hai sciolto il vincolo, risolto l’equazione
hai determinato le incognite dell’amore.

3×2

Passavamo interi pomeriggi
alla ricerca di 3×2 e prodotti in sconto.

Su via Marina,
nell’attesa infinita del tram,
continuavi a parlare dei supermercati
e di come fossero eccezionali certe offerte.

Le buste della spesa,
quelle non le mettevi mai a terra:
è sporco, mi dicevi, portiamo le infezioni a casa.

Così seguivo il tuo esempio,
e tra le piccole mani
stringevo forte le mie buste.
Come le stringo adesso,
circondato da frenetici impiegati.

E la tua voce
non svanisce.

Best feeling

a chi cade

Correvo forte andavo in bici
rompevo l’aria ero felice
e pure l’aria era felice
del mio affanno, dei miei anni
dei miei pori che producevano sudore.

Ero felice
poi la catena è saltata bloccato l’ingranaggio
una pedalata non sincronizzata
un eccesso di energia, una fiducia smisurata
nelle possibilità del mondo.

District 39

La luce totale dell’estate. Quella luce terminale
che si dilatava fino alle ossa.
Quella luce che disintegrava gli svincoli delle
[tangenziali,
che riduceva le strade della Bovisa
a miraggi di condomini bollenti.
In quella luce d’agosto
componevamo la nostra algebra,
e la felicità era tutta in quell’attimo,
nell’atto di scindere l’uno
di ritrovare tutti gli istanti in uno sguardo.

Esplodeva il gasometro
nel cerchio finale del tramonto, noi due
profili di luce
quando si compie un’utopia.

Via Ponzio, 48

a Vittorio Treccani

Rifiuti l’eccesso, l’anarchia della materia
vuoi prescindere dai corpi
fermarne l’azione, annientare la loro potenza.
Riformuli l’eccezione,
quella geometria inspiegabile
di due parallele che si incontrano.
Sperimenti l’eclissi, un cono d’ombra totale.

Questa è l’assenza, definitiva e saliente: è Milano
nella luce disperata di agosto,
sono quelle sue pensiline bollenti, le cabine del
[telefono
che non hanno più voce.

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