Stefano Olmastroni | Poesie

proposta della redazione


葛 /kudzu/

adesso passi le giornate
nel tentativo di sottrarti ai demoni
dell’innamoramento
scerpare il groviglio infestante
dei tuoi sentori

ce lo siamo spiegati che è tutto un eterno ritorno
se cerchi aiuto io non ti chiedo
di dare alle fiamme il tuo ramificare
prescrivere il fuoco

木霊 /kodama/

lasciate il vostro peso alla terra
il nome dentro il nostro cuore
e volate via

ora la musica ti parla
nella tua nuova foggia
negli auricolari che accolgono
gli inediti significati
guardi fissa un punto nel giardino
dentro alla piazza che ti incanta
prima che torni pomeriggio
che sia già l’ora di cambiare stanza

pappagalli in cima ai rami, mi dici

ma io non li ho mai visti

le medaglie

l’idea che ci siamo trovati per caso
e ora ci troviamo a guardarci
ai lati opposti di una metropolitana
coi figli appesi ai lobi delle orecchie, alle mammelle
sorpresi che i figli ci parlino;
senza pensare alla necessità di esistere
siamo arrivati insieme a questa sera
con questi due prodotti da esibire
trofei non nostri e per gli occhi di tutti

(che poi quello che è stato,
pur non sapendo che avremmo avuti segreti,
rimane detto tra noi)

le dita della notte (la luce spenta libera i pensieri)

la luce spenta libera i pensieri.
ci sono io fra le tue dita
mentre aspetti di sognare?
o una faccia inaspettata
riappare
da una porta creduta già chiusa?

le dita della notte (per vendetta)

per vendetta
questa notte
le tue dita

rivangano
il passato

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