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Ignacio Oliden | Poesie

cura e traduzioni di Nicola Barbato


Ara no vei luzir solelh

Nei sobborghi della morte ho visto
una montagna dove sull’orlo piano cammino
in quella frontiera di sogno e fuoco
ho percorso il sentiero     La P,
che non è stata cancellata, che mi hanno stampato
a ferro caldo, mi trattiene qui

bevendo liquori nelle ore nere,
anche quando è di giorno ed è primavera,
farfugliando, sia pure di fiorellini, 
arando al sole sulla cima della montagna
affinché il verde, che tutto lo ricopre,
non lavori sui corpi

Mi svelano la sofferenza e il futuro
nel mare che è la notte trattenuta
come un feroce pugnale da sacrificio
intanto, dormo all’ombra di un ramo
e soffro e non soffro, e ogni giorno vado su più leggero
con gli avvoltoi che mi dilaniano il fianco.

Ara no vei luzir solelh

En los suburbios de la muerte he visto
un monte a cuyo borde a paso lento camino
En esa frontera de sueño y fuego
he recorrido la senda     La P,
que no se ha borrado, que me han impreso
a hierro caliente, me tiene aquí

bebiendo licores en negras horas,
aunque allí es de día y es primavera,
balbuceando, aunque dé líricas flores,
arando al sol en la cima del monte
para que el verde, que todo lo cubre,
no trabaje sobre los cuerpos

Me desvelan la pena y el futuro
en el mar que es la noche detenida
como un fiero puñal de sacrificio
Mientras, duermo a la sombra de una rama,
y sufro y no sufro, y subo cada día más ligero
con los buitres desgarrándome un costado

Piazza Dorrego

Nel 1784, dopo l’espulsione dei gesuiti, Francisco Ignacio de Oliden riceve da un gruppo di residenti il potere di presentarsi dinanzi al Consiglio dei ‘Temporalidades’, e acquistare il luogo in cui si ergerà la piazza pubblica.

San Telmo sbadiglia timidamente,
la piazza si scioglie,
e lì entriamo noi, nudi e disarmati

Nel chiassoso mormorio di fesserie che grava l’aria,
Don Francisco tace cocciuto, pensando
che questo potrebbe essere un buon luogo per lasciare il cavallo

Il ciottolato fa suonare vecchie ruote
Don Francisco vede un pozzo che dà acqua,
vediamo uomini e bestiame che escono di mattina
Vediamo stoffe
che vengono cucite e vengono vendute e vengono usate,
un uomo che riceve un soldo
per un manico di coltello intagliato,
e durante la notte, vediamo uomini e donne
tornare alle loro tane.

Accendono le lanterne, l’albero ancora dorme
Fa capolino qualche stella,
e tra tavoli e bicchieri di birra
Don Francisco resta come una tomba senza nome,
avvicendandosi tra il giorno e la notte,
e avvicendandosi tra le stagioni,
senza stupore dinanzi a dei versi miseramente ripetitivi,
senza alzare lo sguardo per non pensare
a quel San Sebastiàn lontano
in cui riposano la sua defunta sposa
e la nostra casa padronale.

Plaza Dorrego

En 1784, tras la expulsión de los jesuitas, Francisco Ignacio de Oliden recibe poder de un grupo de vecinos para presentarse ante la Junta de Temporalidades, y comprar el sitio en que se va a erigir la plaza pública.

San Telmo bosteza pálidamente,
la plaza se disuelve,
y ahí entramos nosotros, desnudos y desarmados

Entre un ruidoso murmullo de tonterías que carga el aire,
Don Francisco calla obstinado, pensando
en que este puede ser buen sitio para dejar al caballo

El adoquinado hace sonar viejas ruedas
Don Francisco ve un aljibe dando agua,
ve hombres y ganado saliendo en la mañana
Vemos telas
que se cosen y se venden y se usan,
un hombre que recibe una moneda
por un mango de cuchillo tallado,
y por las noches, vemos hombres y mujeres
regresar a sus guaridas

Encienden los faroles, el árbol aún duerme
Asoma alguna estrella,
y entre mesas y vasos de cerveza
Don Francisco permanece como una tumba sin marcar,
alternando entre el día y la noche,
y alternando entre las estaciones,
sin asombro ante unos versos pobremente reiterativos,
sin alzar la vista para no pensar
en aquel San Sebastián lejano
en que descansan su difunta esposa                               
y nuestra casa solariega

El tambo

Un fil di ferro silenzioso trafisse lo stivale di Alfredo
e lo prostrò, finora, 25 giorni
Adriana toglie la benda e cambia
il cuscino dove suo marito stende la gamba

Dalla soglia, una testa di vacca
spunta sospettosa
In un angolo tra le ombre
due orecchie aguzze di un cane nero
raggomitolato come una vipera nella sua tana

Adriana ci riempie due bottiglie e mostra
un taglio alla spalla
della dimensione di una mano
per acchiappare un vitello

Ce ne andiamo sotto al sole
mentre penso a Sorolla
e a quei pescatori valenciani

 Riesci a crederci, Antonio?
Qualcuno dice che il latte è costoso

                                    Pedernales, 2021

El tambo

Un alambre silencioso traspasó la bota de Alfredo
y lo postró, por ahora, 25 días
Adriana remueve la venda y cambia
la almohada en que su esposo estira la pierna

Desde el umbral, una cabeza de vaca
asoma sospechosa
En un rincón entre las sombras,
dos orejas afiladas de un perro negro
ovillado como víbora en su nido

Adriana nos llena dos botellas y exhibe
un tajo en el hombro
del tamaño de una mano
por atajar un ternero

Nos vamos bajo el sol
mientras pienso en Sorolla
y esos pescadores valencianos

¿podés creerlo, Antonio?
algunos dicen que la leche es cara

                                    Pedernales, 2021

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