Adonis Psaltis – Quattro poesie

Traduzione di Crescenzo Sangiglio (I) mascherati sono usciti per le strade vestiti da assassini con armi vere uccidendo i mondi d’un tratto a bruciapelo noi siamo vestiti da assassini dicono voi siete vestiti da morti dal libro “L’EROE IN ME”, 2005 o o o (I) βγήκανε στους δρόμους καρναβάλια ντυμένοι δολοφόνοι με όπλα αληθινά σκοτώνοντας τους κόσμους εξαίφνης εξ’ επαφής είμαστε ντυμένοι δολοφόνοι λένε είστε … Continua a leggere Adonis Psaltis – Quattro poesie

Letizia Di Cagno – Cinque poesie da “Urla la fine che pianta germogli”

Dentro di te Svegliami da questi passiche imbiancano una notte mainotte, dall’interno fischiato degli alberi,lunghe steppe, raid desertici,chiamata dentro di te una volta ancorala timidezza di essere al mondo. * Se fossi Se fossi una materia meno distruttivadel tuo respiro periferico,io le prenderei tutte insiemele insignificanze per come sono,se solo fossero. * Anno Domini MMXVIII Il giorno incomincia dai vestiti sudati.La disidratazione dall’acqua.Questi sottili ricatti … Continua a leggere Letizia Di Cagno – Cinque poesie da “Urla la fine che pianta germogli”

Cosmin Perta – Poesie da “Ninna nanna per la mia generazione”

Traduzioni di Dana Cora Flashback Spasmodico, inconsistente, indeciso, esitante, immobile. Parto da un luogo penoso, la giornata di 10 agosto 2014, con la sua atmosfera soffocante, con la sua aria surriscaldata in un quartiere in qui puzza costantemente di immondizia. I bambini se ne sono andati e tu ti dimeni davanti alla depressione colpendo ritmicamente il cemento. La necessità di corpo che annulla il bisogno … Continua a leggere Cosmin Perta – Poesie da “Ninna nanna per la mia generazione”

Valeria Cagnazzo – Lo stupore

LCon poca forza io ho mai letto la sintassi delle cose, lo sferragliare degli eventi che preparano un sì lanoso e lieve, ma che il perimetro di pelle che ti veste, e poi una breccia, lo strappo di un quadrato e mi si sveli: sogni uguali ai miei è lo stupore: più forte che il tuo corpo-fiume nudo si plachi in fondo al mio, ninfea … Continua a leggere Valeria Cagnazzo – Lo stupore

Sotirios Pastakas – Xanthi/ Ξάνθη

Traduzione a cura di Crescenzo Sangiglio Xanthi Un bacarozzo fermo tra il lavandino e lo specchio, immobile, là nel mezzo del tragitto sopra il muro grigio. Ancora gli stessi identici passi sul selciato tal-tak i tacchetti nelle viuzze, il passo spedito di una passante che attira tak-tak gli sguardi degli uomini tak-tak li attira e li trattiene sulla sua gonna corta, sulla sue cosce si … Continua a leggere Sotirios Pastakas – Xanthi/ Ξάνθη

Amina Narimi – Versi

Tu ricordi il filo d’oro che ci avvolse da principio, nel celeste della pancia, fino all’acqua permanente dell’argilla? Nell’antistella immaginale, nostraterra, scivolammo con le ali lungo i solchi, per dar vita a un essere mortale? Dal luogo di riposo, dell’accanto, dalla croce spalancata per lo spazio, nelle quattro direzioni, ed una quinta, suo fiume di portata, verso il cuore? – se non sapessi della loro … Continua a leggere Amina Narimi – Versi

Salvatore Leone – Hammam 2012

Venerdì mi trovate all’infernounto di mandorle e catenacci, nel tremoliodi acque gelide e poi bollentie nei lamenti che consumano la fronteampie carni gettate a fianco guardo l’incavo sofferente all’addome del barbuto che si accasciain un giorno di pietà e sole. Ci trovate quinelle brezze che si confidano al petto.Nel ritorno di gelsomini consacratia pulirci le schiene l’un l’altro.Nella pace che abbiamo nascostoa dio, le arrese hanno … Continua a leggere Salvatore Leone – Hammam 2012

Vernalda Di Tanna – Quattro poesie

Tumefatte le parole dal vino sono impastate verità alle strade sotto un olivo tratteggiate. La pazienza della terra, uno stormo frantumato dalla pioggia: bere è stato misurarsi il respiro, tenersi per sguardi. ***** Mi abbottoni le note alle parole – fa difetto alla mia lingua il tuo nome, detto a viva voce. Il mio cappotto ha il colore del legno, della carta, ripete il mio … Continua a leggere Vernalda Di Tanna – Quattro poesie

Luigi Finucci – Otto poesie

“Per questo l’uomo abbandona suo padre e sua madre e si unisce alla sua donna e i due diventano una sola carne” Genesi 2,24 * Quale strada grava sulle spalle, di vetro frange l’eco in mille misure. Nelle sere di maggio c’è un tremolio frenetico agli incroci. L’unico chiarimento di vita è sul tavolo nel mezzo. * Hai steso delle briciole per giorni di pioggia, … Continua a leggere Luigi Finucci – Otto poesie