Letizia Di Cagno – Cinque poesie da “Urla la fine che pianta germogli”

Dentro di te Svegliami da questi passiche imbiancano una notte mainotte, dall’interno fischiato degli alberi,lunghe steppe, raid desertici,chiamata dentro di te una volta ancorala timidezza di essere al mondo. * Se fossi Se fossi una materia meno distruttivadel tuo respiro periferico,io le prenderei tutte insiemele insignificanze per come sono,se solo fossero. * Anno Domini MMXVIII Il giorno incomincia dai vestiti sudati.La disidratazione dall’acqua.Questi sottili ricatti … Continua a leggere Letizia Di Cagno – Cinque poesie da “Urla la fine che pianta germogli”

Eleonora Rimolo – Una poesia da “La terra originale”

Dalle carcasse dei gatti lasciate  nella cenere di questi disastri  sale un fumo di arancia rossa  amarissima, riconosciuto veleno:  forse la ricorderemo questa strage  nella malattia, come non sai se di gioia  o rabbia o noia piangono abbracciati  quei due seduti avvinghiati  sopra la panchina, dietro il campanile,  mentre ci avvolge tutti la stessa nube  rubina, l’uguale sorte tremenda.  Continua a leggere Eleonora Rimolo – Una poesia da “La terra originale”

Daita Martinez – Tre poesie

dai riti immobili tutti i ritorni una fioritura di niente in quel seme la ribelle e la casa vìola ch’io vado sola io popolata io nel sud avvenuto s’è accaduto dolorosamente vero il vecchio muro della stazione il corpo la curva asciugata nei suoi occhi una scarpa e un minuscolo sottovuoto di vento che sposta la notte nel tempo dove madre una nuda madre fabbrica … Continua a leggere Daita Martinez – Tre poesie

Valeria Cagnazzo – Lo stupore

LCon poca forza io ho mai letto la sintassi delle cose, lo sferragliare degli eventi che preparano un sì lanoso e lieve, ma che il perimetro di pelle che ti veste, e poi una breccia, lo strappo di un quadrato e mi si sveli: sogni uguali ai miei è lo stupore: più forte che il tuo corpo-fiume nudo si plachi in fondo al mio, ninfea … Continua a leggere Valeria Cagnazzo – Lo stupore

Sotirios Pastakas – Xanthi/ Ξάνθη

Traduzione a cura di Crescenzo Sangiglio Xanthi Un bacarozzo fermo tra il lavandino e lo specchio, immobile, là nel mezzo del tragitto sopra il muro grigio. Ancora gli stessi identici passi sul selciato tal-tak i tacchetti nelle viuzze, il passo spedito di una passante che attira tak-tak gli sguardi degli uomini tak-tak li attira e li trattiene sulla sua gonna corta, sulla sue cosce si … Continua a leggere Sotirios Pastakas – Xanthi/ Ξάνθη

Amina Narimi – Versi

Tu ricordi il filo d’oro che ci avvolse da principio, nel celeste della pancia, fino all’acqua permanente dell’argilla? Nell’antistella immaginale, nostraterra, scivolammo con le ali lungo i solchi, per dar vita a un essere mortale? Dal luogo di riposo, dell’accanto, dalla croce spalancata per lo spazio, nelle quattro direzioni, ed una quinta, suo fiume di portata, verso il cuore? – se non sapessi della loro … Continua a leggere Amina Narimi – Versi

Salvatore Leone – Hammam 2012

Venerdì mi trovate all’infernounto di mandorle e catenacci, nel tremoliodi acque gelide e poi bollentie nei lamenti che consumano la fronteampie carni gettate a fianco guardo l’incavo sofferente all’addome del barbuto che si accasciain un giorno di pietà e sole. Ci trovate quinelle brezze che si confidano al petto.Nel ritorno di gelsomini consacratia pulirci le schiene l’un l’altro.Nella pace che abbiamo nascostoa dio, le arrese hanno … Continua a leggere Salvatore Leone – Hammam 2012

Vernalda Di Tanna – Quattro poesie

Tumefatte le parole dal vino sono impastate verità alle strade sotto un olivo tratteggiate. La pazienza della terra, uno stormo frantumato dalla pioggia: bere è stato misurarsi il respiro, tenersi per sguardi. ***** Mi abbottoni le note alle parole – fa difetto alla mia lingua il tuo nome, detto a viva voce. Il mio cappotto ha il colore del legno, della carta, ripete il mio … Continua a leggere Vernalda Di Tanna – Quattro poesie

Olimpia Buonpastore – Versi

A mamma piacciono tre ragazzini. Uno che è biondo e somiglia a mio padre, uno che è un cane e a cane ha quattro zampe. Il terzo che festeggia dodici anni facendosi legare a una colonna – mamma gli benedice l’intestino inaugurando lo strap-on più lungo del quartiere. Gli pratica una figa rudimentale tra l’ano e lo scroto. Quanto sangue da fare carnevale. Continua a leggere Olimpia Buonpastore – Versi

Luigi Finucci – Otto poesie

“Per questo l’uomo abbandona suo padre e sua madre e si unisce alla sua donna e i due diventano una sola carne” Genesi 2,24 * Quale strada grava sulle spalle, di vetro frange l’eco in mille misure. Nelle sere di maggio c’è un tremolio frenetico agli incroci. L’unico chiarimento di vita è sul tavolo nel mezzo. * Hai steso delle briciole per giorni di pioggia, … Continua a leggere Luigi Finucci – Otto poesie