Paulo Leminski | Distratti vinceremo

a cura di Lorenzo Pataro
traduzioni di Massimiliano Damaggio
da Distratti vinceremo (L’Arcolaio, 2021)


Contronarciso

in me
vedo l’altro
e altro
e l’altro
infine decine
treni che vanno
vagoni pieni di gente
centinaia
l’altro
che è in me
sei tu
tu
e tu
così come
io sono in te
sono in lui
in noi
e solo quando
siamo in noi
siamo in pace
anche fossimo soli

Ci vediamo

Anche te, materia bruta,
anche te, legno, massa e muscolo,
vodka, fegato e singhiozzo,
luce di cero, carta, carbone e nube,
pietra, carne di avocado, acqua di pioggia,
unghia, montagna, ferro infuocato,
anche voi avete nostalgia,
bruciatura di primo grado,
voglia di tornare a casa?

Argilla, spugna, marmo, gomma,
cemento, acciaio, vetro, vapore, panno e cartilagine,
tinta, cenere, guscio d’uovo, granello di sabbia,
primo giorno d’autunno, la parola primavera,
numero cinque, la sberla in faccia, la rima ricca,
la vita nuova, l’età media, la forza vecchia,
anche tu, mia cara materia,
ricordi quand’eravamo soltanto un’idea?

Volatili

Camminare anni nel bosco
e mai vedere un uccellino morire
come vederlo nascere.

Quei voli, dove vanno a finire?
In aria, brezza, atto si disfanno?
Solubili in acqua o in vino?

Che sia un malanno agli occhi
oppure è eterno l’uccellino?

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