a cura di Giovanna Frene
Cinque poesie da Grado Zero (MC Edizioni – Collana ‘Gli insetti’ diretta da Pasquale Di Palmo, 2023).
SPOSTAMENTI #109
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
“Carlotta Cicci approda con Grado Zero alla sua seconda raccolta poetica (…). Si tratta della conferma di una voce riconoscibile e già matura che si affida a un frammentassimo che diviene misura esemplare della condizione precaria, rivelante tutta la propria endemica insufficienza a rapportarsi in maniera adeguata al mondo fenomenico con il mero ausilio delle stigmate del linguaggio. Facendo ricorso a una tecnica non dissimile da quella che contrassegna la sua attività di videomaker (si pensi al sito zona / disforme, da lei animato con Stefano Massari), l’autrice accoglie sulla pagina, con un tempismo da street photographer, epifanie e tic del linguaggio, nonché ogni sorta di scorie e detriti che alimentano il fuoco del suo Mondo offeso, intarsiandoli sapientemente in un microcosmo «dove i corpi si slegano in un nuovo / salmo» (…)”.
(dal risvolto di copertina di Pasquale Di Palmo)
credo a Roma. senza ritegno. potente
e imminente. un continuo inno.
una metrica rituale. come svenire.
scendere nell'utero che giura rinascita.
una parola salvata. una legge segreta
che brucia e si ritira tra le giuste luci
del giorno.
*
furtiva tra i cipressi le edere e i suoi morti.
con la gola serrata. indifferente tra suicidi
e omicidi. stanca protegge la sua stirpe.
le ciglia cadono tra i resti innocenti.
singhiozza l'agnello di dio. dritto
e ucciso.
(dalla sezione Roma)
*
splendo in un'accurata trasparenza.
come specchio tra il bacino e le gambe.
voglio raggiungere la terra restituita.
dove i morti non sono mai esistiti.
(dalla sezione Io come animale)
*
con occhi impetuosi e menti pazze.
come tulipani neri. attraversiamo
la processione dei morti che ci hanno
affidato il mondo. e la vita matrigna.
nel mio grado zero ho posato l'umanità.
in questo amore. e prego il dio dei segni
e dei silenzi. come i giuramenti di marzo
nel sonno dei puri.
*
gli uomini persi in posizioni scettiche.
infuriano il duello. nella traccia viva
del boia. nelle notti nere. nell'alba
che schiude il sonno serpente
dei nati cane.
incessantemente pianto fiori.
tra le larghezze improvvisamente
sospese alla terra. l'acqua diventa
nera. spariscono i pesci. la terra
schiaccia i miei poveri polmoni.
mi consolo con le nostre parole
bianche. che posiamo sui seni
delle preghiere come iene
che non tacciono mai.
al riparo nella nostra stanza
fisso il tuo viso. i sepolcri
si spalancano e svengo.
in questo esistere ovunque.
(dalla sezione Tulipani neri)






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