Annarita Zacchi | Tra papaveri e lattine

2–3 minuti

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a cura di Giovanna Frene
Cinque poesie tratte dalla raccolta postuma di Annarita Zacchi, Tra papaveri e lattine (Diddo 2022), pubblicata a cura del marito Leonardo.


SPOSTAMENTI #118
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole


Di sollievo in sollievo, le strisce bianche le carte bianche
(Amelia Rosselli)

Di piedi, rientra di nuovo
sdraiata Pietrina Salaris e la corsia
si fa pubblico, lei danza tra
le bende e stringe al petto
la borsa dove immerge le dita,
pesci magri che scartano al buio.
E riprende il suo vagito
Pietrina, mi vuole testimone,
che mi accosti al suo niente
la nutra di piccole droghe
che mi hanno portato da fuori.
Salaris dorme nell'etere e sogna
mi dice la casa sul Bosforo persiane
chiuse, mani tese a rubarle la memoria.
Mi dice Salaris è nome balcanico
e fruga con le dita stecchite
il comodino comune le mie ciabatte
fatte sue, mentre insieme scende lento
il suo e il mio sangue lungo il rigagnolo
della flebo.

*

il grillotalpa in cerca
d’altro buio

(Giorgio Caproni)

nel tubo
l'uomo in camice
di là dal vetro mi fa
segno, i miei anni
non sono scudo
come speravo
in fondo al tubo erba
di fondovalle, i miei sensi
anestetizzati a caccia
di grilli, mentre
la navicella
emette suoni dritti alla
tana e alla fine
terra smossa,
voglia di altro buio

*

dunque pietà per le turbate piante
(Vittorio Sereni)

La terra dissodata si distende:
riposo di gramigna
strappata dalle mani
l'aglio sorge selvaggio
dall'argilla, indurito
negli anni, cranio vegetale
e sulla pietrosa scena
veglia la gioia
rinata del cotogno.

*

Rosa dei venti
nell'aria immobile
passa sulla retina
del degente c335
un transatlantico

*

Lassù mi chiama la sponda
del lago nero
Nero per i sassi al fondo
oltre l'orto botanico
Il bosco è in pratica a casa
faggi coi loro piedi entrano
nella cucina, nelle camere, nei
bagni.
Affacciarsi tra i rami
Abitare
Sotto il Lago Nero
la casetta dei pastori
bivacchi
il bambino con i capelli rossi
cascata di fuoco
elmo di seta arancia
In ascolto, famiglia
il filo di una storia
si dipana
essere tirati dalla pancia
dal cordone universale
le energie da fuori a dentro
recuperate
durante il seminario di
yoga
nei prati sotto il libro
aperto
Ascendere ai laghi per ore
verde, nero
dei desideri.
Salvata dalla natura
dalle dimensioni dei tronchi
bagnati, dai loro cerchi
ne indicano gli anni
Qui tutti hanno più di 50 anni,
alcuni 100
e sono in forma
i loro piedi-radice
e creano il tempo.

Annarita Zacchi, nata a Castelnuovo di Garfagnana il 3 ottobre 1959, è morta a Firenze il 14 aprile 2022. Ha vissuto e lavorato come insegnante a Firenze. Ha pubblicato, per vari editori, tre libri, Rotte Terrestri (2014), Voi e lo sparso (2015), Utopie del corpo (2020), e la plaudette Lavoro e antilavoro. Sogno dell’insegnante errante (2011). Il suo sito è annaritazacchi.weebly.com


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