Antonio Merola | Per salvarti la vita. Poesie inedite

2–3 minuti

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Pubblichiamo una scelta di versi inediti di Antonio Merola, di alcuni dei quali è stata data lettura a Roma, per Inverso infesta, a luglio 2025 e di altri («ma avresti potuto curarti se solo – nella struttura»; «Qualsiasi immagine avresti pensato sarebbe rimasta») è stata data notizia, invece, sul n°30 di Poesia (Crocetti) e sono riportati, qui, in versione riveduta.



Per dormire la notte ascolti conferenze registrate.
Sei cresciuto con una mamma che dorme sempre
con la luce accesa. Tua nonna parlava coi fantasmi,
ma a lei non parla. Tua nonna parlava coi fantasmi una volta
umani. Alessandro Barbero, Telmo Pievani:
a te occorrono le voci vive dei vivi, tua mamma
non ha mai imparato come si chiudono gli occhi.

Finché vive Alessandro Baricco vive la mamma.


*

Gli alberi non hanno mai dimenticato.

Io ho una memoria
breve. Ma come albero ho conosciuto
una lingua: vorrei imparare a scrivere
sopra le cortecce. Le foreste sono capaci
di tramare. Ci sono storie che hanno radici
dove si volta la paura: la felicità
brucia le parole sugli scaffali delle foreste.


*

C'è stata una giornata in cui non hai pensato a –  
Chiudimi gli occhi: sono fuori. Sei uscita fuori così
per indicarmi qualcosa in privato prima di questo
enjambement. Ogni editor taglia sempre
le parti migliori: hai ancora una madre
malata di cancro. E non ci sono parole
da testare ancora. Compiremo un pellegrinaggio
sui bianchetti: solo tutto sottratto sei stato felice.
Come si regge il filo che allontana gli aquiloni?


*

ma avresti potuto curarti se solo – nella struttura 
ci rimaneva ancora un letto per urlare alla paura
addio: non siamo ancora pronti a dirci
addio: sono stato poeta una volta
sola: mamma stai tranquilla sono la mamma,
ti comprerò una bandana da pirata per farti arrembare
sulle sommergenze delle finestre branchi di capodogli
volare: sei il posto letto che gli altri aspettano.
Chissà se le balene ci canteranno mai il mare.


*

Qualsiasi immagine avresti pensato sarebbe rimasta 
per salvarti la vita: ti avevano reciso le corde vocali
per salvarti la vita: ti facevo la barba tutte le mattine
per salvarti la vita: non hai mai chiamato zio tuo zio
per salvarti la vita: imparavi a memoria le biografie
per copiare la vita ai suoi amici: per salvargli la vita,
il suo telefono non squillava mai le albe stese in fila

ad aspettare le ambulanze che riportano a casa



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