Inediti
«Le strane cose che ci porta la natura,
le creature rare che sembrano sempre sul
punto di estinguersi
ma esistono, e di notte capita
che una falena delle dimensioni di un uccello
piova sul tetto di una macchina nel
parcheggio di un cinema,
avviene che un bambino di nove anni
è stato morso a Prato da un tasso idrofobo,
quest’anno trenta automobilisti
perirono nello schianto contro un cervo.
Il dottor Mattèl ritiene
che molti sforzi debbano essere compiuti
per preservare l’ordine simbolico del mondo»
*
«Nel deposito, col compressore fermo,
il quadro elettrico incomprensibile senza Gerard,
ma soprattutto riuscire a riparare i moschetti,
un paio d’ore di sonno e di nuovo per le strade.
Siamo dove non parlano le parole
ma la vita delle azioni, degli oggetti. La vite,
la zappa, il sandalo tracciavano vettori,
sono un sedimento di malizia.
Nel cortile c’era un vecchio olivo sacro:
gli scrivemmo un verso: “Come sei bello”
diceva. I suoi rami però
erano rimasti non potati, si era persa
la forma del candelabro, ed era
isterico, un frattale. Avrebbe trovato un equilibrio,
ma molto dopo, presi i nostri zaini e
avendo portato via il nostro sguardo»
*
«Si sono sparati sedici ore di codici, hanno fatto i soldi:
ora vogliono una guerra all’ultimo frozen margarita,
poi l’oblio del sonno. E poi ancora si alzeranno riposati,
con l’urgenza di parlare di quello che conta nella vita,
nell’istmo del pensiero, di questo libro, ad esempio,
che è A New Kind of Science di Stephen Wolfram»
*
«È ormai acclarata l’esistenza di una
corrispondenza segreta
tra Carmelo Bene e Berlusconi:
più di centocinquanta lettere scritte
tra il millenovecentonovantaquattro ed il duemila.
Il contenuto di molte, oltre a far rizzare i peli
e procurare tremori alle mani, verte
su temi quali: i maestri fiamminghi
Tommaso Moro, l’Antico Testamento.
In una di esse Berlusconi scrive:
“Produciamo infatti in noi lo Stato sempre, nel lavoro,
nella famiglia e nei nostri
più disparati interessi”»
*
«C’è allora da guardare all’azienda in modo organico e plastico,
interrogarsi sui dati,
perché noi siamo detti dai fatti.
Quindi Carmelo è un bravo venditore sì o no?
Laura ha effettivamente sotto controllo il bilancio?
Laura è precisa, di lei mi fido, della sua capacità
di approssimazione. Eppure potrei ripercorrere
la registrazione di migliaia di fatture,
fin nelle sue unghie laccate e nella noia dei pomeriggi:
degli errori ci sarebbero, e non sarebbe colta
l’essenza della nostra attività, comunque.
Il bilancio è una rappresentazione umbratile,
ci vogliono tutti i compromessi di una vita
e la voglia vera di non arrendersi e ricominciare
per accettarne l’efficacia, distendere lo sguardo d’insieme,
interrompere la catena causale al punto giusto»
*
«Ma cosa volevano capire di noi? Siamo
aria e siamo quelli che la luce, quelli che l’albero.
La passione fu chiara dopo Pag e Maribor,
la chiamata ci lasciò inquieti e completi.
Così tu chiami tuo padre e gli dici “Non torno
a Ferragosto”, io scrivo un post violento
che sarebbe poi diventato un articolo:
la cosa funziona. Nel corteo disprezziamo gli ottimisti:
qui c’è il disastro della vita da consolare,
e il meno peggio che diventa salvezza.
In spiaggia un giorno tu hai le mani su una specie di puddinga
che affiora, ti ci aggrappi, provi a svellerla, mi guardi,
ridi, sudi e sembri senza speranza»






Rispondi