Festa dell’arte nomadica 2026

4–6 minuti

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Festival dell’Arte Nomadica
dal 2 al 6 settembre a Ferentino
VI edizione


* * *

– Dal 2 al 6 settembre torna a Ferentino il Festival dell’Arte Nomadica, giunto alla sua sesta edizione: una manifestazione diffusa che attraversa luoghi storici e paesaggi del territorio, mettendo in relazione poesia, arti visive, teatro, musica, cinema e ricerca contemporanea.

L’edizione 2026, dedicata al tema del Presente – Áṣẹ, Waŋarr, Mudāriʿ – , con la direzione artistica di Danilo Paris e l’organizzazione di Materia Creativa, e con i partners Centro Scritture, Inverso Poesia, Argo Libri, Neutopia costruisce un programma tra il Teatro Romano, il Criptoportico, la Chiesa di Santa Lucia, Via Antiche Terme e il Fiume Sacco, il festival invita artisti, autori e pubblico a disfare gli archivi come luoghi della volubilità del potere e a guardare il presente vivente come atto, istante non censito che sfugge al controllo delle registrazioni: è il Waŋarr aborigeno delle vie dei canti, che si rispecchia nella pratica del festival di rimappare le strade del paese attraverso le viventi immaginazioni dei suoi attraversatori.

Il 2 Settembre inaugura nel Mercato Romano il festival La ragazza polacca di Pier Paolo Di Mino alle ore 17, un’anticipazione del seguito de Lo spendore, in uscita per Hopefulmonster, con opere artistiche di Matteo Ripemi e Veronica Leffe e una performance di Noemi Saltalamacchia. Nella stessa sede, L’alternativa nomade, un convegno curato da Luca Scacchetti alle 17:30; poi, alle 18 inaugura con una lettura da “Un posto per tutti” di Simone Migliazza  la mostra “Documento”, dall’omonima raccolta di Amelia Rossella con le artiste Ilaria Dell’Olio, Giovanna Fiacco e la scrittura asemica Annalisa Retico. La mostra si conclude proseguendo verso la Cripta di S.Lucia, dove invece sono ospitati frammenti dell’opera di Migliazza.

Alle 19:15 il Teatro Romano apre con Di queste altrui radici sono le mie bocche, un happening ecosensoriale di Gabriella Infelise aka Giuditta Sin.

Alle ore 21 nel Teatro Romano l’avventura di gioco di ruolo Delitto a Teatro, a cura di Materia Creativa. Giovedì 3 settembre alle 17:00 nel Criptoportico Round and Round. And Round, mostra estesa curata da Enrico Scapinelli, con gli artisti Antonio Pio Paldino, Giorgio Mattia, Jonathan Soliman Awadalla Luca Granato, Davide Nitti. Alle 17:30 nella Galleria Vicolo Sistitilio, Infanzia di piomo: esercizi di addestramento alla scelta senza conseguenze  una performance di Davide Nitti.

Alle 21, nel Teatro Romano il panel di Futura, sezione audiovisivi, curato da Emanuele Paragallo, Dove finiscono i paesi- una mitologia dell’orrore da Hobb’s End ai Borghi italiani, mette in dialogo Le Malaveglie di Filippo Cerri, Maizo di Elena Giorgiana Mirabelli e il libro Il seme della follia, curato da Stefano Fantelli e Silvia Riccò. Alle 22:00 la proiezione del film omonimo di John Carpenter.

Venerdì 4 settembre alle 18 una performance di poesia di Andrea Inglese con letture da Prati, Tic Edizioni, seguita da un’intervista a cura di Michele Piramide.  Alle 21:30, da Via Consolare 17 Adesso: non potremo dire il nome, la trance(h)umansa che chiude la seconda trilogia dei ritorni e delle dimenticanze, diretto da Danilo Paris e Giammarco Pizzutelli, con Germana De Vinzenzi, Titania, Wodan e Tahiel Bracaglia, Giovanna Fiacco, Henry Fiorini, Matteo Messia, Sara Giancarli, Tiziana Grossi, Irene Sabetta e Sara Virgili, fino al Teatro Romano, dove il rito si conclude con le musiche di Addati (tra le collaborazioni, Pan-America) Bianco, Famulario e Klain, quest’ultima batterista nel tour di Ornella Vanoni.


Sabato 5 settembre il programma si apre nella Biblioteca Riccardo Morandi di Colleferro, con un laboratorio sulla riconversione industrial, che introduce poi SCAVALCARE, atto di transurbanza di Aldo Innocenzi del gruppo Stalker lungo le origini contaminate del fiume Sacco. Si prosegue con una serie di letture e performance nel Teatro romano: alle 17 le opere poetiche Vacante di Irene Sabetta e Teorema del Cerchio di Samuele Maffei, pubblicati entrambi per Anterem per il premio Montano.


Alle 18 un dialogo eco-poetico tra Ciberneti (Samuele editore) di Francesco Maria Terzago e Ovologio ( Mar dei Sargassi) di Luigi Riccio; alle 18:50 un dialogo tra gli artisti e il curatore Scapinelli; alle 19:30 la performance di poesia Rosario eco-poetico di Flavia Papadia; alle 21 un doppio spettacolo di performance di poesia e suono, con Prossimità Vocale, a cura di Elisa Longo e con I poeti Sabrina Amadori, Silvia Atzori, Antonio Merola, Letizia Polini, Mattia Tarantino e Danilo Paris.

Alle 22 la serata si conclude con la performance poetica Sonora Dihet-Arriva il nuovo Giorno, di Jonida Prifti, candidato Premio Strega Poesia 2025.

La giornata conclusiva di domenica 6 settembre riunisce ricerca poetica e impegno civile: dalla poesia eseguibile con i prompt delle intelligenze artificiali di Andrea Capodimonte Esecuzione, Argoeditore, alle 17 nella Chiesa di S.Lucia, alle 17:35 l’opera di Teatro-poesia L’occhio di Iside, con testi di Davide Galipò e Andrea Teresa Carbotti; alle 18 Prassi della non-assertività con Marco Giovenale e Michele Zaffarano; alle 19:00 La parola Gaza, a cura di Luciano Funetta.


Alle 19:45 Rapporto delle ombre, una restituzione non-giornalistico-poetica del festival, a cura di Inverso Poesia, con I poeti Mattia Tarantino, Daphne Grieco, Luigi Riccio, Mikel Marini e Noemi Saltalamacchia.

Alle 21:15 il festival si conclude al Teatro Romano, con il poeta palestinese Najwan Darwish e un dialogo con il traduttore Simone Sibilio e  Luisa Morgantini di Assopace Palestina sarà preceduto dalla proiezione di Palestina Animada – Progetto a cura del Collettivo Palestine Animated (Barcellona, Spagna), sostenuto e promosso in Italia da Nazra Palestine Short Film Festival, CRAC – Centro di Ricerca Arte Contemporanea -, It’s Hard Noise e Centro Itard Lombardia. Saranno presenti anche i comitati del Collettivo Baqun e di Fiuggi in Piena, oltre Ferentino per la Palestina.




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