Flaminia Cruciani – Poesie. Traduzioni di Marisol B. Godoy

Traduzioni a cura di Marisol Bohórquez Godoy

Cantico della farfalla

Dormo con te
nel battito insonne di
petali che hanno sbagliato fiori
e ti sogno spegnere le candeline
del mio primo compleanno sulla mia testa
e dimentichi il nostro nome comune
gli uccelli truccati che cantavano
sugli altopiani della mia schiena
i tuoni come salmi nei capelli
mentre reciti a memoria
la mia corona di fuoco
l’anello di cenere preso al volo
con gli occhi allagati di folgore
che diventano ruderi.

Himno de la mariposa

Duermo contigo
en el latido insomne de
pétalos que se han equivocado de flores
y sueño verte apagar las velas
de mi primer cumpleaños sobre mi cabeza
y olvidas nuestro nombre común
los pájaros adornados que cantaban
sobre los altiplanos de mi espalda
los truenos como salmos en los cabellos
mientras recitas de memoria
mi corona de fuego
el anillo de cenizas cautivo en el vuelo
con los ojos inundados de fulgor
que se convierten en ruinas.

*

Poi passi dall’altra parte del letto
e mi guardi senza parlare
con lo sguardo colmo di mondi
dopo aver ricapitolato il mio corpo
e ci addormentiamo ridendo di me
che spargo il sale sopra le città distrutte.
E facciamo lo stesso sogno
camminiamo, camminiamo sorridendo
tenendo la prua al passato
in un orto concentrico.

Luego pasas del otro lado de la cama
y me miras sin hablar
con la mirada llena de mundo
después de haber recapitulado mi cuerpo
y nos adormentamos riendo de mí
que esparzo la sal sobre las ciudades destruidas.
Y tenemos el mismo sueño
caminamos, caminamos sonriendo
teniendo la proa al pasado
en un huerto concéntrico.

*

Sono stata partorita da un uomo
dal dolore del suo orecchio
nell’allegria di un residuo di eternità
raschiata sul fondo del fuoco
da mani dove si era nascosto un dio.
Noi, è vero, abbiamo lo stesso sangue magnetico
vuoi punirmi perché gli assomiglio
perché di me hai cullato solo le reliquie
perché sono nata postuma
e ti cerchi in me, ma non ti trovi
perché sono solo una sindone
un rosario di fiamme che prega il cielo.

He sido parida por un hombre
desde el dolor de su oreja
en la alegría de un residuo de eternidad
raspada en el fondo del fuego
de manos donde se ocultaba un dios
Nosotros, es verdad, tenemos la misma sangre magnética
quieres castigarme porque me parezco a él
porque de mí has acunado solo reliquias
porque son crema póstuma
y te buscas en mí, pero no te encuentras
porque soy solo una mortaja
un rosario de llamas que reza el cielo.

*

Lo chiamano tempo questo dramma
di attimi impilati
la chiamano vita questa sottrazione
di rosari d’istanti zoppi
che si esegue senza prove
con sguardi di sabbia
e chiese di carne sotto
i bombardamenti di pane quotidiano.
Estranei convincenti invecchiano al mio posto
ci spartiamo i copioni
le contraddizioni sul tram
gli alfabeti metallici di ogni età
che non descrivono nulla.
Vieni siediti, c’è spazio nella mia maschera
è comoda è in carne e ossa
non si sconta niente per fingere
solo l’arruolamento alla realtà
e un reato di mancato vissuto.
Per quanto riguarda me
vado a nuoto in assenze cardiache
sono iscritta al futuro anarchico
mi sto aspettando da tutta la vita per uscire di scena
seduta sul muretto a giocare a dadi con l’assenza
e vedo passare, il mercante, l’impiegato, il contadino
che si fondono uno nell’altro
aspetto il matto col cuore spettinato
per pagare la cauzione alla verità
per sopravvivere all’esistenza
che come una puttana batte
all’inferno di ogni giorno
e fa l’inventario delle vittime.

L’autore non si conosce
lo chiamano Dio
non si sa che maschera indossi.

Llaman tiempo a este drama
de momentos apilados
llaman vida a esta substracción
de rosarios de instantes cojos
que se realiza sin pruebas
con aspecto de arena
e iglesias de carne bajo
los bombardeos de pan diario.
Extraños convencidos envejecen en mi lugar
compartimos los guiones
las contradicciones en el tranvía
alfabetos metálicos de todas las edades
que no describen nada
Ven y siéntate, hay espacio en mi máscara
es cómoda, es de carne y hueso
no se descuenta nada por fingir
solo el reclutamiento a la realidad
y un delito del fracaso vivido
En cuanto a mí
voy a nadar en ausencias cardíacas
estoy registrada con el futuro anarquista
he estado esperando toda mi vida para dejar la escena
sentada en la pared jugando a los dados con la ausencia
y veo pasar al comerciante, al empleado, al campesino
que se funden uno con el otro
espero al tonto con el corazón despeinado
pagar la fianza a la verdad
para sobrevivir a la existencia
que como una puta palpita
al infierno de cada día
y hace el inventario de las víctimas.

El autor es desconocido
lo llaman Dios
no se sabe qué máscara endosa.

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