Gianni Darconza – Poesie da “Elogio dell’indeterminazione”. Traduzioni di Marisol B. Godoy

Traduzioni a cura di Marisol Bohórquez Godoy

NEBBIA


Amo la nebbia che sorge al mattino
quando sfuma i contorni del reale
quando spegne i raggi del sole
su questi monconi di strade
che percorro con passi incerti
come chi è giunto alla fine del mondo
Amo la nebbia che rende miopi gli oggetti
perché è amica dell’illusione
perché mi fa dubitare tra lacrime
in sospensione come un esule
che esplora un nuovo continente
un’isola ignota non segnalata
sulle mappe delle mie certezze
Mi sono fatto un vestito di nebbia
che mi avvolge alla perfezione
quando lo indosso altro non sono
che un prodotto dell’immaginazione
di chi crede nella chiarezza
e nei contorni definiti
e ha scordato che per capire
quello che conta veramente
bisogna confondersi tra il vapore
e perdere la propria forma
Per conoscere i propri limiti
bisogna prima farsi nebbia

NIEBLA


Amo la niebla que surge en la mañana
cuando desvanece los contornos de lo real
cuando apaga los rayos del sol
en estos muñones de calles
que recorro con pasos inciertos
como quien ha llegado al fin del mundo
Amo la niebla que vuelve miope a los objetos
porque es amiga de la ilusión
porque me hace dudar entre lágrimas
en suspensión como un exiliado
que explora un nuevo continente
una isla desconocida no reportada
en los mapas de mis certezas
Me hice un vestido de niebla
que me cubre a la perfección
cuando lo uso, no soy más
que un producto de la imaginación
de quien cree en la claridad
y en los contornos definidos
y ha olvidado que para entender
lo que verdaderamente importa
debe confundirse con el vapor
y perder su forma
Para conocer sus propios límites
uno necesita primero hacerse niebla

*

LA CORSA


Terrore è un pugno di fotogrammi
quando la morte viene a trovarti
che ancora non hai otto anni
mentre di corsa attraversi una strada
e ti scopri come una foglia
che sul ramo al vento traballa
Terrore è quando comprendi l’avviso
e a morire è il tuo simile e fratello
nella sua corsa verso casa
giorni dopo su quella stessa strada
e muta il cuore della foglia
nel dolore che il tramonto rivela
Perché la morte è una buona maestra
quando in silenzio si avvicina
e poi si ritira con la promessa
di tornare ancora una volta
alla fine della tua corsa

LA CARRERA


El terror es un puñado de fotogramas
cuando la muerte viene a buscarte
y no tienes aún ocho años
mientras atraviesas la calle a la carrera
y te descubres como una hoja
que sobre la rama el viento sacude
El terror es cuando entiendes la advertencia
y quien muere es tu semejante y hermano
en su carrera hacia su casa
días después en ese mismo camino
y el corazón de la hoja cambia
en el dolor que revela el ocaso
Porque la muerte es una buena maestra
cuando se acerca en silencio
y luego se retira con la promesa
de regresar una vez más
al final de tu carrera

*

DON CHISCIOTTE


Se per cogliere una scintilla
di eternità in uno sguardo
mio caro buon hidalgo
la follia ti ha asciugato il cervello
se per colmare il vuoto lasciato
da un manto intessuto di stelle
hai viaggiato fino alla luna
a recuperare il senno perduto
quando sarai tornato tra la gente
riperdi la ragione nuovamente
tra le foglie accartocciate di un bosco
o tra le braccia di un riflesso
Perché non c’è follia peggiore
che accettare i propri confini
e lasciarsi morire di stenti
tra la malinconia dei giorni
sferzati dal grigiore degli eventi
Lascia che si perda la ragione
che vaghi in sella a un cavallo di legno
tra campi di grano e mulini a vento
verso il tramonto di sangue
che pulsa tra le valli e tra i monti
tra soffi e sussurri vagabondi
Dopotutto la follia ci coglie
quando si è persa ogni paura
quando si scopre che in natura
nulla è necessario veramente
finché lo stupore ci spinge
tra futili imprese e mille avventure
a inseguire il nostro orizzonte

DON QUIJOTE


Si para atrapar una chispa
de eternidad en una mirada
mi querido buen hidalgo
la locura te ha secado el cerebro
si para llenar el vacío dejado
por un manto entretejido de estrellas
viajaste a la luna
a recuperar el juicio perdido
cuando regreses entre la gente
pierde la razón nuevamente
entre las hojas arrugadas de un bosque
o en los brazos de un reflejo
Porque no hay peor locura
que aceptar tus propias fronteras
y dejarse morir de fatiga
entre la melancolía de los días
azotado por la monotonía de los acontecimientos
Deja que se pierda la razón
que vague en la silla de un caballo de madera
entre campos de trigo y molinos de viento
hacia el atardecer de sangre
que palpita entre las valles y las montañas
entre bocanadas y susurros vagabundos
Después de todo, la locura nos atrapa
cuando se ha perdido cada temor
cuando se descubre que en la naturaleza
nada es realmente necesario
hasta que el asombro nos empuja
entre empresas inútiles y mil aventuras
a perseguir nuestro horizonte

*

TECNICHE DI DIFESA


Scrivo sillabe e rime
per andare oltre la schiuma sporca
sulla superficie del fiume
per indagare nel profondo
di ciò che non porta via la corrente
Scrivo sillabe e strofe
per affrontare il brivido del vuoto
e lanciarmi col mio paracadute
in un viaggio astrale verso il suolo
su cui è inciso il mio destino
Scrivo sillabe e versi
come arte di difesa personale
contro le avversità di un mondo
che predilige l’inganno consueto
di ciò che brilla e non rimane

TÉCNICAS DE DEFENSA


Escribo sílabas y rimas
para ir más allá de la espuma sucia
sobre la superficie del río
para indagar en lo profundo
de lo que no se lleva la corriente
Escribo sílabas y estrofas
para afrontar el temblor del vacío
y lanzarme con mi paracaídas
en un viaje astral directo al suelo
sobre el cual está grabado mi destino
Escribo sílabas y versos
como arte de defensa personal
contra las adversidades de un mundo
que prefiere el engaño habitual
de lo que brilla y no perdura

*

SETE


Sillaba a sillaba scrivo la notte
sul bianco dei ciliegi in fiore
e nelle nubi oscure all’orizzonte
risuona l’eco delle mie paure
tutto accade per caso e nulla dura
neppure il sogno della luna
che dietro al chiarore rubato al sole
rivela la sete nei crateri del mare
rivela il deserto oltre le parole

SED


Sílaba a sílaba escribo la noche
sobre el blanco de los cerezos en flor
y en las nubes oscuras del horizonte
resuena el eco de mis miedos
todo sucede por casualidad y nada perdura
ni siquiera el sueño de la luna
que detrás del resplandor robado al sol
revela la sed en los cráteres del mar
revela el desierto más allá de las palabras

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