Eleonora Rimolo – Nebbia

Prego la terra, questa nostra terra 

che trafiggo coi pugni chiusi per possederla, 

lei che di esili rami spoglia le campagne 

mentre i tronchi proni da lontano 

– anime penitenti in paziente attesa – 

perdono i contorni, le cime nello sforzo 

della definizione. Percepisco 

intorno una strana abbondanza 

orizzontale, per questo piego anch’io 

lo sguardo, mi rivedo attraverso 

il vetro sporco, fantasma specchiato. 

Da La terra originale  (LietoColle, 2018)

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