Gabriele Galloni – Un inedito da “L’estate del mondo”

Eccoci finalmente all’ultimissima

riva del mondo; vi arriviamo nudi

via terra. Aspetteremo qui la fine

ora che niente abbiamo più alle spalle;

sarà la nostra vita come l’occhio

di un dio cieco – la vita come questo

mare che non sprofonda mai in abisso.

Soltanto c’è da definire i nomi

che nuovi diamo alle cose e ai viventi.

Perché di questo molto ci appartiene;

ci apparterrà per sempre. Dammi un nome –

fai sì che duri in questo e in altri eoni.

Un nome; io farò con te lo stesso.

Non costruiremo mai nessuna casa;

dormiremo tra impronta e impronta sulla

sabbia, lasciando che la pelle faccia

di sé insanabile ferita giorno

dopo giorno.  E così via fino all’ultimo

ramo del tempo; fino al giorno in cui

concessa ci sarà un’assoluzione

definitiva da ogni corpo a corpo.

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