Gabriele Galloni – Una poesia

È la notte di san Lorenzo. Prima

che cadano le stelle scavalchiamo

il muretto del centro sportivo.

L’acqua della piscina è ancora mossa;

imita nei suoi guizzi le vicine

luci del campo da calcio; riflette

i nostri visi oltre il bordo, curiosi

del fondale laccato.

“Guarda”, mi dici alzando la tua Tennent’s

verso la luna, “è come se a momenti

tutti i passati a noi qui ritornassero;

l’acqua si muove, si sta preparando

a ridarceli tutti.” Getti via

la bottiglia ormai vuota. Ci sediamo.

Ignoravamo che una volta nudi

saremmo nudi rimasti per sempre.

C’è qualcuno vicino a noi, ma l’ombra

lo nasconde. Sappiamo a cosa i corpi

servono gli uni agli altri, ché vent’anni

sono bastati a questo.

Abbiamo smesso di parlare; adesso

ascoltiamo soltanto.

                                  Le presenze

non ci temono più; così continuano

i loro giochi a bassa voce, quasi

chiedessero a noi di imitarle.

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