Luca Crastolla – Versi

cosa abbiamo bruciato insieme
all’inciampo dell’alfabeto molle
il giorno che la sottana della notte
allestita nella misura di una diurna custodia
eclissò il mondo? Ogni posizione presa
s’impazziva di occhi
sellando code di cometa
borseggiando i frattempi della fortuna

In eco, il tradimento della voce
giurava le nuove piantagioni del sale:
cicala foglia non canta
al vento che non voglia questo subbuglio

*

Gli ultimi due versi, leggermente rivisti, sono di Nadia Campana

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