Vernalda Di Tanna – Un inedito

1–2 minuti

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Una sete agli occhi cucita
con punti cardinali è un sale
che stride sangue nell’iride
è un filo che si fa
spasmo – il vapore dischiude
le gemme e un respiro nasce
presto, troppo presto nascoste
le vene giocano al buio, morbide
e spericolate alla carne offrono
silenzio. Solo silenzio.

Chiede muta la terra un altro giro
screpolata in venature di smeraldi
sintetici scorre la natura è una giostra
che scroscia siccità e sali
per acqua ad ogni foglia. Toglie
il suo cappello il contadino dal trattore
scende, impreca contro Giuda: ha una fame
scura che si stende ad ingiallire il grano.

Questa fame vien presto detta sete.


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