Federico Preziosi – Poesie

Promemoria

Prima che il letto, prima che la lama
prima che il taglio, che l’inciso del periodo,
prima che l’anfratto della carne e le parole,
prima che l’accapo sul primo rigo, prima
di trafugare le rovine e il verso spezzi,
cada prima, molto prima.

***

Pratico la convinzione
come un insettino districando gli arti
tra le foglie di brossura
impossibile voltare pagina
senza un peso
che irrimediabilmente

schiacci

***

Del fragile trovar la forza
quando ostinati i sassi
non conoscono il vento.

Ricorda che ci si assorbe
ma prima o poi si torna

al punto d’origine.

***

Tu guarda le schiume, marinano scogli
le acque si rompono al di là del porto.
Ritorna alle rese, strappale al vento
di questa clessidra si attende il rovescio,
rinascimi ancora amore insoluto
perché ci si annoia a morire di gioia.

***

Tra le filigrane
di una lettera sguarnita
più pesante di parole cade
il non detto in spazi vuoti.
Al deserto delle mani
resta un debole d’inchiostro
sul richiamo all’ordine
il vomito.

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