Lorenzo Fava – Inediti

Sagome, figure da circo siamo
Chiusi in equazioni di disordini
Che non arrivano alla somma
Delle carte. Tu a me rimani
Un dado gettato sul tavolo da gioco
Che conserva su un vertice una parvenza
D’equilibrio; io per te un trucco
Di prestigio scoperto anagrammando
Numeri e date.
Sia volere o caso, non ne tengo conto.
E accordo fra loro segni che in qualche modo
C’avvicinano.

**

E’ che solo a pensarti non esistono
più cielo e terra, un confondersi
di cori riempie l’aria, le bombe danno
tregua, gli angeli sentenziano la caduta
del regime di terrore che è la mia vita.

**

La sabbia che scotta i piedi, la condensa
Del fiato sui vetri, il fumo nei polmoni,
I bicchieri di troppo, il respiro rotto; parte
Tutto dal tatto, dal contatto del corpo
Con un corpo altro. E così deve essere,
Come un bambino piccolo che preme
Il suo cuore sul cemento fresco: io
Collego in qualche modo il mio mondo
A tutti quelli che ho attorno, tengo
Il tono alto perché non c’è reato nel colpo
E tanto mi basta a fare fuoco.

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