Gaia Giovagnoli – Inediti da “Babajaga e altri mostri”

Foto di Dino Ignani

Mangia ancora
e non si ferma;
sul mento ha una macchia
ormai secca

Scoperchia la vasca di gelato
poi passa al salmone
al blocco di pane
al resto di pizza
ancora incartato

Ha la maglia che tira
ma lei è ancora vuota
che impiglia tra i denti
lui che se n’è andato

Di tutti i posti dove le manca
il più strano è dentro la pancia

*

Il materasso si sfonda nel centro
perché ha imparato il peso di due
e non ritratta

Anche se sola lo sforma
e tocca quasi terra
con la schiena

Anche se non ci sale
lo vede abbassarsi
reagire ad un peso di niente;
sentirsi ingombrante;
ribaltare la curva:
che tira tutto indietro la pancia

*

Dice: quella si è ammalata
e non ricresce

– le annaffiava le piante
quando lei non c’era:
[lo ha spiegato così
all’amica
in un pomeriggio di caffè]

Dice: ma si infittisce
quella magra;
e l’altra laggiù
ha rifiorito

L’amica asseconda
– serve un po’ la mano
o ti muoiono tutte

La veranda sbatte
per la corrente;
il vaso grande si torce
per il colpo di vento;
cade un po’ di terra
sul pavimento

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