Gerardo de Stefano – Un inedito

Anadioménon
(Ordo ab Chao)

Amare
del mare
le amare
maree.
A. Savinio

Come, succede presso le risorgive del mare: dove si nasce: risorse, risorgono battesimali: innovano
nelle forme gli dei e le dee, si fanno manifestazione di schiume bianche; văpōrĕus:
tengono caldo nella futilità del gesto fantasmico, incitando allo stupore, montano la fuga dal supplizio:
fummo, siamo e saremo in pochissimi, a risentire la sostanza piena della vita.
Come, agiscono i nervi diretti a venerare la fbra (della sostanza bianca): encefalitica e midollare; spinti verso:
la spinale morsa della memoria muscolare, che emerge sempre e scalcia, identica a sé stessa, non si conforma alla crescita
suscitata, delle popolazioni indifese – nĕbŭlōsus: medio termine, Memory Card of Life – e genufesse, alla forza mercantile:
così, il Passato, il Presente e il Futuro sono la sempre vivente trinità in uno.
Come, quando si comprimono i vertici alla radice: a conoscere la ragione che governa il tutto
penetrando nel tutto, appare la luce: svanisce il buio in cui storditamente brancolano; hălĭeutĭcus:
i congeneri sono contro natura, mossi come congegni da congegni più grandi; e a mollo
in infnita macchina abissale, compiono un errore in cui diguazzano alienati: pesci piccoli – pezzi grossi.
Come, il tipo di luce che trovi al banco ittico: la creazione sbatte dentro l’universo lucido verso sé stesso
si mostra aperta, ed evidenzia come funzionano gli estremi artifciosi dell’ingranaggi salsi; halucinatus:
difronte alle porte dell’ordalia dell’abisso (sempre con un sorriso), accecante; si vede messa in atto la defcienza intellettiva
a dividerci, è la guarnizione spinosa – Selektive Seele: sotto l’egida della marea, si anima la psiche – e ingombrante.
Come, uniti nella manifestazione, sollecitati, alla fne, per l’uso eccelso che se ne fa: si comportano i materiali
sotto il peso della liquida massa: lo spirito s’ingloba alla materia, un elogio al magico gioco sottomarino dell’aderenza;
l’aggancio degli opposti persuade, perentoriamente, fa assillare quiete arguzie su cui vivere per ragionare.
Pressio exserit in Cerebri: nella genesi della conchiglia, a spirale, i pensieri si conciliano – Mitromorpha Amphibolos– ;
come, si muove ad avanzare la sostanza circolare della madreperla e il tempo non è: perché giace addormentato
nel seno infnito della durata, vibrazionale: la sua sintesi è interna; diventa sacro, il potere generato
scorre con il fusso delle correnti ed è impregnato di abbandono dell’ego, quel dolore astratto (in abuso)
che tu chiami morte, noi la chiamano morte direzionale: espansa ovunque – in The Deep – .
Come, se fosse facile muovere tutte le forze del mondo, escogitare il rifusso quotidiano, ritmato impatto
sessagesimale angoscia del ritardo acqueo, del vuoto risucchio: lascia la traccia vegetale, la mancanza acquea,
dona pezzi spezzettati, ad ampliare lo sfogo, esseri sciolti: l’accelerazione massima della mortifcazione;
impilare a motivazione: un ago dopo un ago, implorare per la condizione; implodere nel termine deciso, descritto e raforzato.
Come, spinti fuori dal profondo infnito senza fondo, gettati nella verde voragine piena, la scrittura di fandonie rimarrà;
nelle acque agitate l’aguzzino aguzza la vista, si muove: in attesa del gesto che trapassa l’onda, sotto la superfcie;
dagli astri si attiva il moltiplicato refrigerio spirituale: modifcata malata catena trofca; exocoetidae:
volano bruciate le microplastiche, poi si interrano, avvelenate, vanno verso l’idro-azione della tragedia. Disciolte

come, sperdute nell’Oceano, alla scoperta della propria immagine, alla fne, si rimuovono le (nostre) Idrologie
-Mermaids Tears- idra è: mostro: è: acqua; macerati da un meccanismo organico, essiccati da fotodegradazione, nel seme:
polietilene ad alta e bassa densità: polipropilene fluttuante grazie alla legge dell’inverso del cubo: giacente all’apice straziato; risospinto
interattivamente con le stesse forze che agiscono verso la salvezza dalla sub-pulsione (tecnicizzata). [Il calendario lunare per la bellezza & la salute].

Come, l’acquamarina enfasi estratta da un mare di vetro, simile al cristallo, si frantuma e mostra le cose in riposo: rifette
la verità agente nel processo sincronicamente artifciale del socializzante; Habitat mortifero dell’ondulazione: alla deriva.
Qui suasit de Cerebri: si avanza l’ipotesi si raforza socialmente si cambia; l’Octupus tentacolato modifca lo spettro del suo colore
ogni ventosa porta un’aspirazione di pace; s’abborda al mutevole fsso e spruzza del nero d’odio: vuole la guerra: per sopravvivere, deve.

Come può Dio accordarsi con Belial? Dare forma all’informe, coscienza all’incosciente, aprirsi all’obsolescenza
programmata presa sulla vita; strategia dell’immediato: disciolto olio esausto nel siero madre, inquinata culla amniotica,
– existenzminimum – atti svolti bruciano: sali minerali e lipidi; annientano proteine: prova a resistere alla sua forza; attieniti:
al tempo sospeso, sofocante: la pressione signifcativa avvolge; è un inferno di volontà necessaria: guardati, stiamo cambiando.

Come, la sensazione che si evolve allo stabilirsi sull’isola concreta, che c’è, si prova l’emozione dell’abbandono naturale, della perdita:
dove ribolliva la vita, ora ribolle l’idrocarburico atomo particellare; sopperisce l’amore, l’acume del vago – Trash Vortex – ;
la metodologia sommersa al sapere escluso, riti depositati sotto: messi a lucidare le scorie, a putrefarsi; il tuo nome è scritto sull’acqua
rivaluta l’avvenire, tu che del mar l’impero in sorte avesti, smuovi la sabbia e il limo, ascolta i sonanti futti muoversi; esattamente

come, sarà nel momento in cui subiremo un impatto astronomico, mentre dai cieli, cadranno classi di oggetti: sulla crosta
resa molle da calde gocce, dirette a sciogliere la grande barriera, erosa: da oscillazioni elementari; in proporzione
saranno eliminati i regni terreni, che resisteranno in risonanza con la divinità della distruzione, posti e adibiti a registro
di veneranti proliferazioni di pensieri, lasciati marcire in enigma e densa acidità: in bocca, acerbum Neptuni corpus.

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