Giacomo Picchi – Inediti

Falde di pianto

Così la terra riprese il suo grano
per tramandarlo a falde di pianto
arrugginito. Coltiva a fiori il tuo pezzo
di niente, e ripulisci da isotopi il mondo
nell’intero lascito dell’esperienza.
Dal fondo delle campagne odo un attimo
che si riveste di malta, la tomba dei diavoli
non ha coperchio e alle preghiere
si chiedono solo bugie.

*

A San Giovanni

A San Giovanni si accalcano i merli,
fanno da ponte tra scorrere e cielo:
sul ciottolame si specchia malchiuso
uno spettacolo pirotecnico.

A San Giovanni d’un tratto comprendi
che nella volta un salice a scoppio
oscura gli astri, solo un secondo.

Ti accorgi che non vale il suo brillare:
galassie, stelle o fuochi artificiali,
quel che fa il cielo è il nero
ed io lo canto.

*

Sogno di Eva

Sei entrata nella notte sola spaesata
da latrine di illusione volevi volare
per non sporcarti. Ha il tuo viso in mano
il tatuatore di facciate ti dona fiori
che ornassero il tesoro.

Nello specchio un pentimento cretta
il vetro sulla scelta, nell’abisso
lo sbaglio ti sentenzia che ornamenti
se scomposti sono segno di ridicolo.

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