Giorgiomaria Cornelio – Poesie

«Spandi un’unghia di pece nel
turibolo del libro.
Bada alle lettere: che dal bianco
stillino tuorlo, floema, balsamo.»

*

Con l’unguento
dei poeti mirobliti
accenderemo una furia policroma,
onnicolore,
da mattino dell’annunciazione. I cerusici e i preti

ci hanno inciliciato le labbra,
ci hanno imbastardito la materia
con la chiarità del loculo operatorio,
giù sotto la rugginosa
vicenda umana
che svaria così le sue miserie.

La gramola teologica pesa quanto
una peste. Operai superbi
e fiacchi vanno alla poesia, che s’è
ridotta ad un ossario disserrato,
ad una credenza.

Svolateci la Parola: che trapassi pure
il bastimento dei millenni!

La innuberemo per curarci


polmoni.

*

Aveva scritto sul bordo:

«Destinazione del detto
è il diastema, la carie.»

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