Enrico Maria Marcelli – Poesie

a cura di Lorenzo Fava

“Sei tutta la vita e il disperato/ desiderio che la infiamma, sono/ soltanto questa fragile poesia.” L’estremo tentativo di un colloquio fra due parti che, seppur sostanzialmente inconciliabili, si cercano, si attraggono e non possono che dipendere l’una dall’altra in un rapporto di osmosi continua e irrevocabile. Questo penso quando leggo chusure come quelle di Enrico Maria Marcelli, i cui testi sono riusciti, negli anni delle nostre reciproche letture, a darmi più volte la misura di due elementi a mio avviso imprescindibili dello scrivere poetico: il metro ed il respiro. Una lingua che pur non facendosi mai del tutto astratta nella distensione del periodo -dove ciò che avviene “mentre” il poeta vede “foglie”, “bicchieri”, “vino”, carpendo il significato profondo delle immagini che il quotidiano può offrire- raggiunge vette liriche quasi per induzione e, passando per le cose, arriva a significati profondi, azzarderei ad una teoria della bontà. Dote che sta nel saper far incontrare le due metà che, seppur appartenendo, nella loro profonda natura, all’io e al tu, cercano una conciliazione possibile attraverso la poesia. Una continua ricerca di senso é localizzabile al di fuori della letteratura, nel mondo che ci circonda e dove “la gente parla dentro casa”. Credo condizione necessaria di un testo, per resistere agli anni, la non tracciabilità della sua epoca, la non individuazione di una precisa coordinata temporale: i versi di Enrico mi stupiscono per la loro adattabilità ad ogni luogo e ad ogni tempo, senza che questa indefinizione pesi sul lessico (inequivocabilmente ricavato da una tradizione novecestesca italiana, Gatto e Sbarbaro su tutti) e su un periodare estremamente ritmato che non perde mai il dono della concisione.

*

In un attimo l’ispirazione
arriva e se ne va, fermati o cerca
quel risvolto familiare delle cose
che dunque ti innamora, che presto
si sfa. – Contagiosamente
ascolta con forte desiderio
tutto ciò che ti circonda, come l’aria
riempita di canzoni e profumi, vestita
di luce: ecco, la bellezza è ovunque
se sai afferrarla, se nella vita
trema quasi il cuore per un sorriso.

*

Sparge foglie secche il vento e l’allegria
di una stagione finisce nei bicchieri
colmi di vino: il fuoco acceso, il fumo,
i sommessi pianti e le risate in cui
un altro giorno si accompagna al giorno
appena passato, ecco, tutto questo
è nella vita lo stesso senso della vita,
il segno di una profonda amicizia.


L’autunno muore sulle ali delle rondini
mentre la gente parla dentro casa.

*

Il dominio dei tuoi occhi dà spazio
per muoversi entro il contorno
delle tue labbra, appena tese
nel bacio. Ma io come uno schiavo
non devo essere per dirmi al pari
del tuo viso leggiadro e di granito,
devo essere spietato o nel sorriso
credere di più se l’amore può finire.


Sei tutta la vita e il disperato
desiderio che la infiamma, sono
soltanto questa fragile poesia.

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