Mario Famularo – Poesie

tutto ciò che è morto
adesso in me
rinfiora

le indocili amicizie si umiliano nel
miele lucente dei narcisi
l’ausilio della logica si sgretola in
distese di viole del pensiero

aumenta nel giardino ad ogni
perdita il silenzio

le tue parole tacciono tremende
nell’aconito – gli attimi più dolci
stillano struggenti nell’azzurro
pallido dei ne m’oubliez pas

si dissipa e sublima tra i
profumi ogni dolore

si estenua la ragione nel rosa
della magnolia – e al centro
dell’elisio sterminato quel mio
amore – che crolla sotto il peso
provvisorio di un ciliegio

il seme del mio male
si schiude finalmente nel
melograno bianco che si
irida di sangue

come gioia infantile
completa ed incosciente
fiorisce smisurata
primavera in me la
morte

*

abbattere la prassi del
sentire che affittisce
premendo sulla vena
che si inarca soffocata

la bellezza imprigionata negli
istinti del possesso
decade in corruttela
pretende sovversione

un colpo e le pareti
sono un vento di
frantumi

il senso della perdita
la sola feritoia per
l’autentico splendore

il cielo dell’incanto
straziato nel silenzio
ti annienta col suo canto

e quello che rimane è
talmente rigoglioso
che intenerisce fino a
venir meno

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