Lucio Toma – Poesie da “Strada di Damocle”

Sono un essere spericolato, tanto
da essere ancora in vena di rischi:
non me lo dice l’ennesima multa
per eccesso di velocità, piuttosto questo
stare tra il presente e una clessidra:
tra questa penna e un altro giorno
da esistere.

(In vena di rischi)

*

A Matteo oggi al cimitero gli hanno sfossato
i bisnonni insieme a qualche zolla
di ricordi e gli veniva da
starnutire (non si può fare a meno in questi casi)
così che ha pensato alla vita in un colpo
di tosse come a un’allergia alla polvere…

Poi hanno risigillato tutto e addio…
chi s’è visto s’è visto: ma mica tanto
perché poi a casa ho accarezzato
la credenza impolverata e con un colpo
di tosse mi è sembrato di salutare
un qualche lontano parente di Matteo.

(Colpo di tosse)

*

Se fossi solo un uomo nello scazzo
dell’attesa al centro commerciale
noterei solo una commessa spogliare
un manichino prima di rivestirlo
a primavera e non credo
quei gesti così lievi da violinista
mentre appunta lo spartito
dei prezzi e che non è poi così
scontato – a pensarci bene – a chi
resta da questa parte della vetrina.

(Lo spartito dei prezzi)

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