Andrea Muriel – Poesie

a cura di Marisol Bohórquez Godoy

Poesie tratte dalla raccolta A veces el amor es un cactus (Osa Menor, 2019), nella traduzione di Gianni Darconza

*

Come sapere se un cactus è morto

In primo luogo bisognerebbe porre attenzione sulla rigidità delle spine,
poi sulla consistenza del suo corpo
che dev’essere solido e robusto,
in seguito bisognerebbe pensare al clima
o ogni quanto gli si è dato acqua.
Un cactus muore tre mesi prima che ce ne rendiamo conto
ed è impossibile sapere se i piccoli segnali:
i bordi ingialliti, il restringimento,
siano indizi di morte o solamente parassiti.
Gli esperti dicono che esiste un solo segno
inequivocabile di putrefazione:
bisogna bucare la sua carne
per vedere se sgorga qualcosa e confermare
che il fetore ha cominciato a formarsi
dall’interno.
Dicono che l’amore è di tutti i giorni
ma io non sapevo che i cactus potessero affogare.
Pensavo che prendersene cura significava dargli più acqua.
Mi è sempre risultato difficile capire quanto è sufficiente.

Cómo saber si un cactus ha muerto

Primero habría que fijarse en la rigidez de sus espinas,
luego en la consistencia de su cuerpo
que debe ser firme y robusto,
más tarde habría que pensar en el clima
o en cada cuánto se le puso agua.
Un cactus muere tres meses antes de que nos demos cuenta
y es imposible saber si las pequeñas señales:
los bordes amarillos, el encogimiento,
son indicios de la muerte o tan sólo parásitos.
Los expertos dicen que sólo existe un signo
inequívoco de la putrefacción:
hay que pinchar su carne
para ver si brota algo y confirmar
que el hedor ha comenzado a formarse
desde dentro.
Dicen que el amor es de todos los días
pero yo no sabía que los cactus pueden llegar a ahogarse.
Pensé que cuidarlo era ponerle más agua.
Siempre me ha costado entender cuánto es suficiente.

*

La poesia che ho promesso alla tua schiena

Distesa accanto a te
osservo la tua nuca
e la curva che poco a poco
si tramuta nel tuo collo.
Accarezzarti la schiena
mi fa pensare a Central Park.
Dietro ai miei occhi chiusi
vedo alti alberi in ciò che mi sembra
una cartolina d’inverno.
Tu ed io non siamo mai stati
a Central Park però credo di riconoscere
il paesaggio di qualche film
e percorro con la memoria la scena
di un libro di Richard Yates.
Tu ed io
mai
saremo a Central Park.
L’ultima notte è un cliché
eppure ho le dita gelate.
La tua schiena non assomiglia per nulla
a Central Park ma chiudo gli occhi
e sento di addentrarmi
sempre di più, noto la brezza gelida,
i fiocchi di neve che cadono
poco a poco
sul tuo collo.

El poema que le prometí a tu espalda

Recostada a tu lado
observo tu nuca
y la curva que poco a poco
se transforma en tu cuello.
Acariciar tu espalda
me hace pensar en Central Park.
Detrás de mis ojos cerrados
veo árboles altos en lo que parece ser
una postal de invierno.
Tú y yo nunca hemos estado
en Central Park pero creo reconocer
el paisaje de alguna película
y recorro con mi memoria la escena
de un libro de Richard Yates.
Tú y yo
nunca
estaremos en Central Park.
La última noche es un cliché
y sin embargo tengo los dedos helados.
Tu espalda no se parece en nada
a Central Park pero cierro los ojos
y siento que me adentro
cada vez más, noto la brisa helada,
los copos de nieve cayendo
poco a poco
sobre tu cuello.

*

Star Wars VII
[spoiler alert]

Che cosa sarebbe successo,
amore mio,
se prima di avere visto il film con te
l’avessi visto con un altro.
Che succederebbe se accanto a te le prime scene
non mi avessero sconcertato,
se avessi dovuto fingere di non sapere
e non mi fossi sorpresa
quando Han Solo è entrato nel Millennium Falcon.
Che succederebbe se avessi ripetuto le stesse battute.
E se quella prima volta non l’avessi vista per intero
‑ magari solo per metà ‑
e fossi uscita dal cinema in fretta
per voler andare da un’altra parte
e stare sola con lui.
Come sarebbe tutto adesso
se quando ti baciai nel cinema
l’oscurità mi confuse
e nella seconda metà del film
mi misi a pensare che benché prima
non fossi mai arrivata alla scena
[spoiler alert]
in cui il figlio di Han Solo lo uccide,
ricordo con maggiore forza
quel finale con lui
nel mio appartamento
che il finale alla Disney
con te.

Star Wars VII
[spoiler alert]

Qué hubiera pasado,
mi amor,
si antes de haber visto la película contigo
la hubiera visto con otro.
Qué pasaría si a tu lado las primeras escenas
no me hubieran causado asombro,
si hubiera tenido que fingir no saber
y no me hubiera sorprendido
cuando Han Solo entró al Halcón Milenario.
Qué sucedería si hubiera repetido las mismas bromas.
Y si esa primera vez no la hubiera visto completa
—tal vez sólo la mitad—

y me hubiera salido del cine con prisa
queriendo llegar a otra parte
para estar a solas con él.
Cómo sería todo ahora
si cuando te besé en el cine
la oscuridad me confundió
y durante la segunda mitad de la película
estuve pensando que aunque antes
nunca llegué a la escena
[spoiler alert]
en la que el hijo de Han Solo lo mata,
recuerdo con mayor fuerza
aquel final con él
en mi departamento
que el desenlace de Disney
contigo.

*

Lascio morire i cactus per non doverli curare e altre cose che non ho il coraggio di confessare a me stessa e meno ancora a te

Non so amare incondizionatamente.
Ciò implicherebbe volerti bene
quando non mi sembri divertente
quando hai una brutta cera
o hai un cattivo odore.

Ti abbraccio e ti dico che staremo bene
ma quando ritorno nella mia stanza mi domando
perché stiamo insieme,
se potessi continuare con quei difetti
per sempre.

Allora comincio a pianificare la mia fuga.

Molti pensano che c’è bisogno
di grande forza per lasciare qualcuno,
ma non è vero:
baciare la schiena di qualcuno
ogni mattina
tutte le mattine
è il vero atto di coraggio.

Dejo morir los cactus para no tener que cuidarlos y otras cosas que no me atrevo a confesarme a mí misma y mucho menos a ti

No sé amar sin condiciones.
Eso implicaría quererte
cuando no me pareces divertido
cuando te ves mal

o hueles feo.

Te abrazo y te digo que vamos a estar bien
pero de vuelta en mi cuarto me pregunto
por qué estamos juntos,
si podría estar con esos defectos

para siempre.

Entonces, comienzo a planear mi huida.

Muchos piensan que se necesita
gran fuerza para dejar a alguien,
pero no es cierto:
besar la espalda de alguien

cada mañana
todas las mañanas
es el verdadero acto de valentía.

*

Ex

P pensa che l’ho lasciato per poter scrivere poesie sulla nostra rottura
F pensa che ho bisogno di sapere di più sulla vita per stare con lui
D mi disse che tra dieci anni ci saremmo incontrati di nuovo
D lasciò la fidanzata e volle tornare a cercarmi
D diceva che sapendo ciò che sto leggendo poteva prepararsi per conoscere il mio umore
che non gli piaceva che fossi così influenzabile
benché la mia maggiore influenza fosse lui
tutte le D sono nomi diversi
P era così drammatico che mi diceva le stesse cose che alle sue ex che erano mie amiche
anche i P sono diversi
A a volte mi cerca e non sono sicura delle sue intenzioni
L mi disse che aspetterà per tutta la vita
L non esiste
non sono sicura se D esiste
forse P e F sarebbero buoni amici se non avessero avuto a che fare con me
o se F non fosse morto
mi riferisco a un altro F
magari fosse qui quel F
o l’altro
forse se P dice quelle cose di me è perché mi conosce o vuole pensare che mi conosce
perché così delinea ciò che è
mi piacerebbe che A sapesse parlare spagnolo
perché è molto strano fare sesso senza dirsi
assolutamente nulla
benché a volte sia meglio quello
che fare sesso senza volerlo
e fingere che lo vuoi fare
e dire cose che non vuoi dire
non vi dirò con chi ho fatto questo a volte
o se l’ho fatto con tutti
in realtà vorrei usare più lettere J R L
ma non voglio scrivere su di loro
come puoi sapere se veramente mi riferisco a te? o se ho cambiato le iniziali con le sue
il mio ex di cui meno vuoi sapere
forse mi comporto allo stesso modo con tutti
le stesse battute negli stessi film
gli stessi gesti a letto
perché credi di essere tanto importante?
e se non lo fossi?
a volte confondo P con G
tutti sanno che mi piace la pizza
benché a volte piaccia di più a D
al secondo D
e se…?
a volte non ricordo la nostra ultima notte insieme, e allora?
tu forse sì?

Ex

P piensa que lo corté para poder escribir poemas sobre nuestra ruptura
F piensa que me falta saber más de la vida para estar con él
D me dijo que en diez años volveríamos a encontrarnos
D cortó con su novia y quiso volver a buscarme
D decía que al saber lo que estoy leyendo podía prepararse para saber mi humor
que no le gustaba que fuera tan influenciable
aunque mi mayor influencia era él
todas las D son diferentes nombres
P era tan dramático que me decía lo mismo que a sus ex que eran mis amigas
los P también son distintos
A a veces me busca y yo no estoy segura de su intención
L me dijo que me va a esperar toda la vida
L no existe
no estoy segura de si D existe
tal vez P y F se harían buenos amigos si no hubieran tenido que ver conmigo
o si F no se hubiera muerto
me refiero a otro F
ojalá estuviera aquí ese F
o el otro
quizá si P dice esas cosas de mí es porque me conoce o quiere pensar que me conoce
porque así configura lo que él es
me gustaría que A supiera hablar español
porque es muy raro tener sexo sin hablar

absolutamente nada
aunque a veces es mejor eso
que tener sexo sin querer
y fingir que sí quieres
y decir cosas que no quieres
no voy a decirles con quien hice eso alguna vez

o si lo hice con todos
en realidad quisiera usar más letras J R L
pero no quiero escribir sobre ellos
¿cómo puedes saber si realmente me refiero a ti? o si cambié tus iniciales por las de él
mi ex del que menos quieres saber
tal vez hago lo mismo con todos
las mismas bromas en las mismas películas
los mismos gestos en la cama
¿por qué crees que eres tan importante?
¿y si no?
a veces confundo a P con G
todos saben que me gusta la pizza
aunque tal vez le gusta más a D
al segundo D
¿y si…?
a veces no recuerdo nuestra última noche juntos ¿y qué?
¿a poco tú sí?

*

Tiepida convenienza

L’ultima volta neanche ci siamo baciati.
Sono entrata nella stanza piano piano
e senza scambiare parole
abbiamo cominciato a spogliarci.
Non c’era fretta,
non mi fermai neppure a toccare la tua schiena,
e molto presto ho cominciato a calcolare quanto tempo
ci avrei messo a uscire da lì.
Stiamo insieme da molti anni,
conosciamo i nostri corpi,
e sappiamo come farci raggiungere l’orgasmo.
Finisco e ti sorrido,
poi torno al mio tavolo da lavoro.

È meglio farci compagnia in silenzio
che sgretolare la vita
che abbiamo costruito.

Tibia conveniencia

La última vez ni siquiera nos besamos.
Entré a la habitación despacio
y sin intercambiar palabras

comenzamos a desvestirnos.
No hubo prisa,
tampoco me detuve a tocar tu espalda,
y muy pronto, comencé a calcular cuánto tiempo

tardaría en salir de ahí.
Llevamos juntos muchos años,
conocemos nuestros cuerpos,
y sabemos cómo hacernos llegar al orgasmo.

Termino y te sonrío,
luego vuelvo a mi mesa de trabajo.

Es mejor acompañarnos en silencio
a desmoronar la vida
que hemos construido.

*

Andrea Muriel (Città del Messico, 1990) è una poeta e traduttrice. Laureata in Linguistica e Letteratura Ispanica alla BUAP. Ha conseguito un Master in Lettere Moderne – Inglese all’UNAM. Ha fatto parte del programma di scrittura creativa della Fundación para las Letras Mexicanas. Ha tradotto diversi libri dall’inglese e dall’italiano, tra cui spiccano le raccolte di poesie Dímelo di Kim Addonizio (Valparaíso, 2016); Materia oscura di Gianni Darconza (Raffaelli, 2017), e il romanzo La imperfecta maravilla di Andrea de Carlo (Seix Barral, 2018) ). A veces el amor es un cactus è la sua prima raccolta di poesie (Osa menor, 2019).

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