Giuseppe Cavaleri – Poesie

CORPO LUCCICANTE TRA BETULLE IN ROVINA
 
Erano i capelli scomposti il suo inno, tremendo
e terribile, come di luce non violata.
Come scoperta in primaverile dicembre,
si stagliava, luccicante, il suo corpo:
donna acerba, tra battiti di betulle in rovina.
 
Era il momento della vita leggera
quando, ritornato netto alle radici,
rivedi il vaso da cui si è sviluppato il canto;
il pianto che nelle stagioni ti ha percorso,
il seme da cui ogni impeto è germinato; e ancora,
grazie al Dio degli increduli, ti protrai:
luminosa gemma tra le crepe dei giorni.

*

LE NOCCHE GREVI CONTRO IL GHIACCIO
 
Tutto quel vento corso addosso,
quel senso nudo appoggiato alle ringhiere.
Dolce narice tremula che si apriva al sole,
all’odore del bagnato radunato nei polmoni.
ma c’era un pianto-dentro, un pianto-epicentro…
 
accarezzò l’asfalto e pregò la scia,
cadde così un corpo nei ritagli di vento.
Dell’affanno e lo sguardo gettato
alle tende, gravide di vento,
non rimase che il sangue tra le dita,
le gambe imperfette, la cicatrice
di un giorno da bambino.
 
Abbiamo perso le lacrime, noialtri,
a trovarci sempre al di là, raschiando
le nocche grevi contro il ghiaccio, la brina,
l’inverno assiepato alle finestre.
 

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