Anna Cascella Luciani – Poesie

Lungo e valoroso è il percorso poetico di Anna Cascella Luciani, tra le massime voci della poesia italiana contemporanea, anche se a tratti nascosto, troppo spesso e ingiustamente dimenticato, anche a causa della malattia che ha costretto la poeta a una vita più appartata; ma sempre pronto a imporsi al cuore e all’intelligenza di chi sa ascoltare la sua straordinaria poesia. Dal promettente esordio dell’80 nell’antologia Nuovi poeti italiani 1 di Einaudi, tenuto a battesimo da Franco Fortini e Natalia Ginzburg, passando per le bellissime raccolte poetiche (ne ricordo solo alcune) Tesoro da nulla, Piccoli Campi, i semplici, Tutte le oscurità del verde (raccolte nel volume Tutte le poesie 1973-2009, Gaffi Editore), Gli amori terreni, la poesia di Anna Cascella Luciani è andata componendo una geografia della parola ampia, vastissima, fatta di lontananze e prossimità affidate a un verso chiaro, coraggioso, luminosissimo, per il quale alcuni critici hanno parlato di un certo gusto della poesia penniana. Consegnando ai lettori di «Inverso» i cinque testi proposti, sarà bene ricordare quel che di Cascella Luciani ha scritto il poeta Roberto Deidier: “sotto il suo passo leggero si avverte sempre il costo autentico della felicità” (in «Ailanto n. 38»). 

Giorgio Ghiotti

*

c’era un cielo di tulle
dietro villa Borghese,
era dicembre, la spesa
delle feste il cielo la
faceva lancinante, celeste.

*

Cosa fai con quella faccia d’angelo
seduto a un bar marino
di provincia,
gli stivaletti
nel caldo d’agosto
ti consumano i piedi
delicati,
sembri cercare
a chi cavare il cuore
con la punta di dita
generose,
hai la camicia aperta
fin sul petto,
e questo
è quanto basta ad un mio amore.

*

Mi piace questo baciarci
come bambini – questo
stare stretti
vicini – di nuovo
l’albero è verdino –
il pesco è in rosa –
il velame dei petali
coincide con le labbra –
chiedi una mano –
non sento patimenti –
la carità si sposa
ai nostri eventi –

*

avrò finito il fiato
allora – non so se
da sola o con qualcuno
in ospedale – scomparirò
dicendo “è stato bene –
è stato male” –

*

vincere l’oriente – piccola –
è il costo del tramonto
alla roulette dei mondi –
nessun colpo deviato ha
l’universo – nell’orbita
degli astri – e se noi siamo
fatti di calcio – ferro –
come le centrali nucleari
delle stelle – in atomi
ritornati a quei lucenti
o spenti spazi siderali –
sarà il moto perenne a dare
il colpo – a quel che resta
di noi dormiente – nelle culle
– stellari –

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