Angela Botta – Poesie

a cura di Alessia D’Errigo

In quale parte del mondo non è mai così vicino
da immergersi per capire la parte sbagliata
Franchigia di errori, frangente innato
incompletezza, un fronte di guerra insensibile.
Qual è la verità? Nulla conosco dell’impossibile,
non saprei dire cosa sia la verità creata,
ma ciò che esiste respira in vario modo
e soffocarlo non arma la sua paura.
La paura si infrange nel blocco dei sensi
si incorona di netto nei passaggi graduali.
Serve la genialità degli atti
ma in cosa consiste l’invenzione
se nulla lo permette?
Ho dubbi numerosi come le stelle,
non mi affaccio mai
se non in un’unica sicurezza innominabile.
Un maiale squartato, non si butta niente,
anche il fiore sotterraneo geme la sua collera,
amava persino il maiale, ma non lo confessò
perché il bello è il bello, e il brutto si tace.
Ho sognato il mio sangue,
ho sognato uno tsunami, lo guardavo dall’alto,
non potevo fermarlo, ed era così forte,
persino bello a guardarlo da lontano,
ma dentro c’era tutto il mondo,
e il simbolo non bastava a fermarlo.
Chi possiede il coraggio della morte
ha già vissuto la sua fine dove nulla muore.

*

Luna tra i rami,
fa che il pettirosso torni
e il mare sia immerso di luci.
Mare creami ancora.
Fino al midollo del nuovo cielo
ho dimenticato le ossa.
Era lo scheletro degli avvii,
il vino smaltato di strappi felici,
la luna dei viaggi senza remi.
Al ritorno, dagli occhi già spenti,
risorgeranno le membra dei vinti,
affacciandosi sul tornio dei segni.
Vestimi allora di quel che mai dissi
Sarò nata da nuovi alfabeti
Sarò nata nel morso dei rettili.

*

Non conosco nessuna verità
Io mi sono assalita, io mi sono fatta di sostanza del mondo
Sono la mia donna cannibale, il sacrificio è il danno
Il sacrificio è speranza, il sacrificio è un orrendo occhio piangente,
da cui guardare e amare ogni parte dell’occhio.
Non dovrebbe esistere il sacrificabile, perché lo fai?
Dovrei vedere ogni spettro, ogni figlio, ogni paura.
Nessuno è sacrificabile, eppure mi sono assalita.
Sono entrata dal mio retto e dalla mia intimità
Il noi non ha più un’intimità, siamo sacrificabili
Per cosa? Per un destino di spurgo? Per un dio?
Per un potere che designa?
Non conosco nessuna verità, sono finita sotto lo zoccolo,
sotto la cavità enorme del gesto mancato, sono la cavia dell’oste servile,
sono l’ostia e l’oste, sono il graffio sul plesso, il sesso di tutti,
il sangue mancato al viversi, Lilith, Emily, Amelia, Virginia, Saffo,
l’ultima donna, la prima donna impossibile ed Eterea.
Sono Eterea la donna che nessuno vede
Sono Eterea la concubina dei silenzi
Sono Eterea quella che mai
Sono Eterea la sostanza del dubbio
Sono Eterea la sfida che nessuno
Sono lo stesso ricordo di miliardi
Lo stesso delitto, la stessa sterile innocenza.


fotografia di Angelo Campagna

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