Roberta Borgia | L’innocenza dell’ombra

Proponiamo alcuni versi tratti da L’innocenza dell’ombra (Il Convivio, 2020)

La parola nuova ha la tua voce bastarda
e il mio sangue purissimo:
cresce per ergersi a vecchia bambola,
inganna per immaginarsi
martire, giace sterile per scampare
a una tregua!
La parola nuova, per ritrosia, prorompe!
Per onestà sottace.

Il silenzio

Il silenzio, quel sottile distacco
tra ombra e sole. A lui piegàti

ci sono l’ingiuria degli anni
che passano, o bombe di noia

che lo ricattano. Nel silenzio
quello vero, quello da me cercato

trovi calci e sogni. E bave di sangue
sui fazzoletti: le mille gocce di un

male taciuto come omertà e diniego.
Poi ti fermi: e muori solo adulandoti.

Libertà

Foglia senza legami:
quando ornerai
l’asfalto di una tua scoperta
sarà per un momento.

(Lo sai che siamo…)

Lo sai che siamo pietre atterrate su covoni di grano?
E che il vento giocherà, soffiando sul nostro
letto, lasciandoci soli sul duro terreno?
Hai promesso su questo mio nome straniero,
hai goduto di esso. Ed ora salti da questo
ad un altro mezzo? Mi svendi per un punto
e virgola? Non sorridere ragazzino,
se la mia è flemma e il tuo è vigore,
non solleticarti con il mio dolore di
vecchia amante sfatta.

L’innocenza del vincolo

Qui giungevamo: dal riverbero dell’abbrutimento
alla sua dimenticanza. Annullata la colpa:
tornati all’innocenza del vincolo.

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