Ellen Bass | Poesie

[n.d.r.] Il 25 aprile 2020, per festeggiare i primi centomila lettori della nostra rivista, avevamo pubblicato, in anteprima editoriale, alcune poesie di Ellen Bass. I versi erano tratti da Indigo, all’epoca in via di pubblicazione per la Copper Canyon Press. L’articolo era stato curato da Emilia Mirazchiyska e Valentina Meloni.

1) How to Apologize (Come chiedere scusa) è apparsa sul New Yorker il 15 marzo 2021.
2) Per The Thing Is (Il punto è) cfr. Ellen Bass, The Thing Is, in Poetry of Presence: An Anthology of Mindfulness Poems (Grayson Books, 2017).
3) Per Any Common Desolation (Qualsiasi comune desolazione) rimandiamo all’articolo del 18 novembre 2016 apparso sulla rubrica Poem-a-Day dell’Academy of American Poets.   


a cura di Daniela Difrancesco
traduzioni a opera della curatrice
fotografia di Irene Young

Come chiedere scusa

Cuoci un grosso pesce—scegline uno con molte lische, uno scheletro
per esporre i quali ti ci vorrà destrezza, magari
la carpa volante argentata che ha invaso i Grandi Laghi, precipitando
gli altri nell’oblio. Se non abiti
vicino a un lago, ti toccherà viaggiare.
Camminare è meglio e dimostra che fai sul serio,
ma potresti prendere un treno e lasciarti
consolare dal dondolio
sulle rotaie. È permesso
ricevere conforto per qualsiasi cosa tu abbia fatto
o non abbia fatto, meschina, bella
umana. Quando mia madre era in ospedale,
mia figlia ed io abbiamo dovuto sgombrare la casa
dove non sarebbe tornata. Poi lei si riprese
e domandò, incredula:
Come avete potuto buttare via tutte le mie scarpe?
Quindi ti servirà una barca. Puoi noleggiare o comprare,
ma, per il gusto di aggiustare il mondo,
costruiscitela tu. Le sottili strisce
di cedro rosso dell’Ovest sono perfette,
ma non tagliare un albero. Ci sarà
un fienile demolito o un tronco abbattuto
se ti spingi oltre.
E qualcuno avrà una fresa.
E qualcuno ti presterà degli attrezzi.
Il profumo di segatura e i trucioli
che cadono dalla tua pialla
addolciranno le ore. Ogni notte
sogniamo trentasei miliardi di sogni. In una sola notte
potremmo ritrovare in sogno tutto ciò che abbiamo perduto.
Quindi griglia la carne pallida.
Liberati dalle tue trite storie.
Poi porta il pesce oleoso e succulento alla persona che hai ferito.
C’è molto da temere in quanto creatura
catturata nel tempo, ma questo
non comporta pericoli. Non ti servono difese. Questo
è solo un altro modo per sapere
che sei vivo.

Il punto è


amare la vita, amarla anche
quando non hai il fegato per farlo
e tutto ciò che ti era caro
si sgretola come carta incenerita tra le mani,
la tua gola piena del suo limo.
Quando il dolore siede con te, mentre il suo caldo tropicale
ispessisce l’aria, pesante come acqua
più adatta a branchie che a polmoni;
quando il dolore ti appesantisce come la tua stessa carne
solo di più, un’obesità di dolore,
pensi, Come può un corpo tollerare questo?
Poi tieni la vita come un viso
tra i palmi, un viso normale,
nessun sorriso affascinante, niente occhi viola,
e tu dici, sì, ti prendo
ti amerò, ancora.

Qualsiasi comune desolazione


può bastare a farti alzare lo sguardo
sulle foglie ingiallite del melo, le poche
sopravvissute alle piogge e al gelo, trafitte
dal sole del tardo pomeriggio. Brillano di un intenso
arancio-oro su un blu così puro che un solo uccello
lo strapperebbe come seta. Potresti dover spezzare
il tuo cuore, ma non è nulla
per conoscere anche un solo momento di vita. Il rumore
di un remo nello scalmo o un ruminante
che strappa l’erba. Il profumo dello zenzero grattugiato.
Il neon rosso cupo dell’insegna del negozio di liquori.
Calze calde. Ricordi tua madre,
la sua precisione un rito, mentre raccoglieva
il cotone bianco, lo faceva passare sulle punte dei tuoi piedi,
stendeva il tallone, girava il risvolto. Un respiro
può srotolarsi mentre attraversi il tuo stesso cortile fangoso,
il grande carro che ti diluvia addosso notte, e ogni cosa
che temi, tutto ciò che non reggi, si dissolve
e, come un ago infilato in vena—
quell’improvviso fervore del mondo.


Ellen Bass ha pubblicato numerosi e premiati libri di poesie, tra cui Like a Beggar, The Human Line e Mules of Love. Ha curato assieme all’autrice Florence Howe, leader del moderno movimento femminista, la prima grande antologia di poesia femminile No More Masks!, e i suoi libri di saggistica includono The Courage to Heal: A Guide for Women Survivors of Child Sexual Abuse e Free Your Mind: The Book for Gay, Lesbian and Bisexual Youth. (Il coraggio di guarire: Una guida per donne sopravvissute all’abuso sessuale minorile e Libera la tua mente: libro per giovani gay, lesbiche e bisessuali). Sue poesie sono apparse frequentemente in The New Yorker, American Poetry Review e in molte altre riviste. Tra i suoi premi ci sono borse di studio del National Endowment for the Arts e del California Arts Council, tre premi Pushcart, il Lambda Literary Award, il Pablo Neruda Prize, il Larry Levis Prize e il New Letters Prize. Cancelliera dell’Academy of American Poets, Bass ha diretto laboratori di poesia nella prigione di stato della Salinas Valley e nelle carceri di Santa Cruz. Insegna nel programma di scrittura MFA presso la Pacific University e vive con sua moglie a Santa Cruz, in California.

Daniela Difrancesco è nata a Vizzolo Predabissi (Milano) nel 1973, ma è cresciuta a Genova. Allieva di Edoardo Sanguineti, sotto la cui supervisione si è laureata in Lettere Moderne nel 1997, ha studiato e insegnato negli Stati Uniti dal 1997 al 2003, conseguendo nel 2004 un Ph.D. in Romance Languages and Literatures presso Harvard University. Dopo il rientro in Italia, ha lavorato fino al 2015 per una grande casa editrice scolastica, occupandosi della progettazione e pubblicazione di testi in lingua inglese e, meno spesso, in spagnolo e francese. Attualmente collabora con editori italiani e stranieri in qualità di consulente e autrice.

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