Alcuni estratti da Canti del ritorno (AttraVerso, 2023) di Paolo Andrea Pasquetti.
Dal momento che la scrittura di Paolo Andrea Pasquetti, sulla scorta delle Elegie Duinesi di Rilke e insieme a qualche convergenza con il poema Segni di Gregorio Scalise e certe poesie di Claudio Damiani, è strutturata seguendo un’impostazione che orchestra testi di ampio respiro (e testi in prosa in apertura alle sezioni/capitoli), per dare un’idea più accurata del libro abbiamo deciso di includere integralmente soltanto la seconda poesia; gli altri estratti invece sono stati “asportati” dai testi più lunghi che li includevano. A volte si tratta di singoli periodi, altre volte di successioni di immagini: pensiamo che da queste campionature ragionate si riescano a cogliere meglio le qualità della scrittura di Pasquetti che non dall’intera poesia, che richiederebbe modalità e tempi di lettura altri da quelli che possiamo proporre in questa sede.
*
Ci stiamo rovinando,
mentre zigzaghiamo tra
le rotelle di un bambino
sull’asfalto a rovinarsi
per noi, che guardiamo da
doppioni protetti. Un uomo
venne e se ne andò, mi
dice una cassa dai lati
che scorrono sui miei poli,
mentre davanti ancora bambini
sfilano su ruote aggiustandosi
sulla strada che distraggono.
C’è un’incomprensione che
mi separa da loro, e
rimango seduto sul
vuoto che non riesco a
stabilire sulla fronte.
Oh, gli attrezzi del
sonno per distrarci:
non riesco a riconoscere i
miei passi e grido lo
sbalzo di una città più
grande, che ancora mi
disorienta, se solo non
fossi altro da un bimbo.
Faccio sogni che non
significano più nulla, e
intanto il dolore s’è
dissolto con la pioggia
che durava da troppo tempo.
Ne rimane un altro, più
profondo, ma potrai trovarlo
seguendo il canto di
chi non pensa: ritorna e
interrompe chi ancora lo
fa, e lo distrae.
*
Lascerò che parli un silenzio.
Rimarrà l’esperienza, che
ci guarderà attraverso un
ricordo, per dircelo: la
morte si avvicina dentro
una vita, dopotutto. Era partito
un mattino a mezzogiorno e
il sole sembrò più
leggero, insieme al vento.
Mi ricordò un altro sole,
accanto a lui, quando eravamo
sulla soglia di casa e
sentivamo le parole, scambiandocele
in altre forme. Arrivare a
scorgere un pensiero
era difficile, così ti racconto:
c’era una lettera sotto un
piatto e si odoravano ricordi,
quando li sentivi sulle tue
corde, e narravi.
*
Tu girati a dissolverti,
a tirarti il corpo addosso
un muro.
Cosa dobbiamo fare di noi
stessi dopo quell’ombra?
Verità è che mi guardo in
faccia e mi ribadisco: un
giorno recupererò il mio tempo.
Leggerei quasi un orfico che
m’abbaglia la testa. È bello
vedere queste immagini che
si rinfrangono tra i fiori e
l’erba, attraverso il vetro
che separa i miei occhi
che hanno male.
*
La guardi morire al tramonto da sola, imparando a pendere stabile dal ramo, mentre il vento rintrona ogni appiglio e urta la pelle, riscuotendoti un dolore caldo che ancora rimane sull’orma di un corpo che qui non calza ma ancora sa del tuo tempo, sgretolato in altre forme. Avanzando a tentoni bui fino al limite di una schiarita tenderai la mano nel solco delle cose, ancora.
*
Forse il mondo non è stato
più quello di prima,
forse la morte ha ricavato
angoli che non sapevamo
esistere tra di noi, scostati
all’interno dei nostri fraintendimenti.
Scrostare poi la scorza dura
dal nocciolo del sé rimasto
sul fondo è difficile, andare al
cavo che abbraccia e confonde
i colori che un tempo scorgevi
senza attenuare.
Paolo Andrea Pasquetti (Roma, 1995) è laureato in Lettere Moderne all’Università di Roma La Sapienza con una tesi in filologia e critica dantesca e in Filologia Moderna, presso la stessa, con una tesi di letteratura e lingua latina su una comparazione letteraria tra Ovidio e Tolkien per la quale, nel 2023, è stato premiato come laureato eccellente Sapienza del suo anno accademico. Vive e insegna come docente di lettere nella scuola secondaria a Rieti. Nel 2020 vince il concorso “Libera i tuoi versi – Abbracci poetici” con la poesia Le campane che dissolvono il suono. Dal 2021 cura il progetto di divulgazione Radura Poetica, del quale è creatore e direttore, presente sul web e sulle principali piattaforme social. Nel 2023 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Canti del ritorno (AttraVerso).









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