Come tirando un filo | Luca Campidelli

a cura di

Mikel Marini

3–4 minuti

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GLOSSARIETTO

il rosso che un crucco oggidì ha pensato bene di tatuarsi addosso (il perimetro sommariamente stabilito dalla canotta spugnosa a coste verticali bianca parallele)Si tratta della scottatura di un turista. Bianca è riferito a canotta; bianca è riferita a coste verticali.
su mani che stringono gettoni da luna
park
In alcuni stabilimenti balneari per avere accesso alle docce (dove comunque non si può usare il sapone > senza saponi) bisogna andare dal bagnino e farsi consegnare un gettone simile a quello dei luna park.
tarassaco rucola stridoli rosole
lischeri
Alcune di queste erbe seguono una grafia strettamente romagnola. Gli stridoli sono chiamati anche strigoli; le rosole sono le foglie del papavero (possono essere raccolte e mangiate solo quando sono ancora tenere); i lischeri sono hanno vari nomi (agretti, barba dei frati, lisco o riscolo ecc.).
Spinte peristaltiche“La peristalsi è l’insieme delle contrazioni e dei rilasciamenti involontari della muscolatura che avvengono nel tratto gastrointestinale”.
Patine epidermiche biancastreLa crema solare che si scioglie dopo aver fatto il bagno.
Pensieri impliciti […] cosa pensa?Il pensiero che rimugina bloccandosi e che, sfregando su sé stesso, finisce per irritarsi e ferirsi. L’inazione come degenerazione patologica del pensiero.
«monatto che grida “viva la morìa”»Citazione tratta da Zanzotto lettore dei Novissimi (Restava possibile in Sanguineti una mancanza di rispetto non tanto da guariti ed esorcizzati (ancora irreale), ma da non pienamente contagiati. In ogni caso un po’ dello spirito del monatto che grida «viva la moria», anche con una componente tramaglinesca. Proprio in quello scoppiettio «tracotante» di parole si profilava una sua mancanza di rispetto per il disordine nel suo esser patito qui ed ora e dal tale, fosse pure lo stesso autore). Intendo mettere in guardia e confessare innanzitutto a me stesso il rischio di compiacimento di enunciare lo schifo dall’alto di chi si ritiene ormai immune, contro la tragedia di chi questa condizione la patisce davvero – tentativo di mettermi in guardia dall’aspirazione autoriale (l’insana ambizione di scrivere in fondo in fondo al foglio a cura di). (Insana ambizione > ancora Zanzotto sui Novissimi: quale insana ambizione fu volersi / nuovi, ultimi – credersi / veri sul ciglio della prominenza nell’attrezzato roccolo. / Da qui basterebbe ora, in reattivo, / l’onesta imitazione l’omaggio convinto.
I «Novissimi», in Scritti sulla letteratura, p. 24.
La Beltà, in Tutte le poesie, p. 259.
«perché questa / mano non è una mano (se non afferra)»Dal secondo testo di Purgatorio de l’Inferno di Edoardo Sanguineti.
un modo per rimarginarmi riunire / (ci sto provando) gli emisferi-lembiAncora, il pensiero come ferita da rimarginare. Il testo parla nel complesso di un tentativo di fare i conti e accettare la mediocrità dell’ambiente per trovare un funzionamento dell’io praticabile e sostenibile.



Luca Campidelli (Cesena, 1999) vive nei pressi di Santarcangelo di Romagna (RN). Ha conseguito una laurea in Italianistica a Bologna con una tesi in Poesia Italiana del Novecento su Andrea Zanzotto e Dino Campana. Fra i suoi interessi vi è lo studio del rapporto tra forme poetiche e linguaggio. Alcuni suoi testi sono apparsi sul blog Atelier Poesia ed è risultato tra gli autori segnalati nell’ambito del Premio Digital Medium Poesia I 2026.


Di Luca Campidelli troverete online alcune poesie uscite tre anni fa su Atelier online; come è chiaro, sono cambiate alcune cose, soprattutto per quel che riguarda la formattazione dei testi (per questo articolo abbiamo usato dei png laboriosamente prodotti dallo stesso Campidelli, sua sponte). Tuttavia, forse è più interessante vedere che cosa non è cambiato: innanzitutto l’ambientazione romagnola, sulla spiaggia, fra turisti sbruciacchiati, bagnini e creme solari, ma a cui fa da sfondo una vegetazione nominata con precisione. Questo credo che sia l’aspetto più accattivante delle poesie di Campidelli, che è rimasto costante in questi tre anni: allo scontro fra questi due luoghi (il campo, il bagnasciuga) corrisponde una acidità del linguaggio, un bruciore liquido che in parte danneggia anche la bocca da cui esce. Campidelli scrive con e nonostante questo bruciore: il falsetto montaliano e di Postkarten, oltre a quello zanzottiano, sono la sua compagnia; rispetto a loro, ha le tinte acide dei quadri del cinquecento fiorentino, della compagnia di Pontormo (rosa acido, verde veleno, giallo corrosivo).

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