M.A.L.D.O.R.O.R.
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Materiali per un Archivio Letterario D’autori Ostili Ribelli Osceni e Randagi
#6 Angélica Liddell | Vudú, o lo sregolamento climatico dei sensi
1. Questa settimana, in tutta la Francia, le temperature sono state costantemente al di sopra dei 36°, con punte che hanno raggiunto, a Parigi, i 41°. 2. Qualche tempo fa, avevo scritto un racconto sull’arrivo del mare a Parigi. 3. Domenica 21 giugno, durante la Fête de la Musique, insieme a M., abbiamo raggiunto i nostri amici brasiliani, L. e O., e abbiamo percorso le rive del Canal Saint-Martin seguendo le percussioni di una batucada organizzata dal colletivo Cabaret Sauvage. I corpi confusi e attraversati dal sudore, dai getti d’acqua della folla, corpi che desideravano l’effusione antropofaga del sesso, dell’effimero, del carnevale, della rivoluzione. Camus diceva che bisogna immaginare Sisifo felice. Giusto. Ma bisogna immaginarsi anche Michail Bachtin che balla sfrenatamente col cazzo fuori dal perizoma su una spiaggia di Rio de Janeiro prima di fare a botte, cacciare un coltello o un AK-47 e far fuori, uno dopo l’altro, fascisti, papi, sbirri, preti, banchieri, rettori, e qualsiasi altra figura che cerca di riportare l’ordine e le lancette degli orologi (anche gli orologiai, dunque: kaputt) perfettamente allineate al fuso orario di Greenwich. 4. Il cadavere di Bachtin portato in trionfo, su un altare, da Oswald de Andrade. 5. Il cadavere di Bachtin utilizzato da Oswald de Andrade per accendere un grande falò attorno a cui bruciare, a scelta, i vestiti e rimanere nudi per il resto dei nostri giorni, o i cattivi libri di poesia, quelli letti dai fascisti, dai papi, dagli sbirri, dai preti, dai banchieri, dai rettori e dagli orologiai (o dai giovani poeti travestiti da fascisti, papi, sbirri, preti, banchieri, rettori ed orologiai). 6. Noi non siamo stati catechizzati. Noi viviamo seguendo le leggi del sonnambulo. Noi abbiamo fatto nascere Cristo a Bahia. O a Betlemme, in Amazzonia. * Noi non abbiamo permesso la nascita della logica. * Noi non siamo mai stati catechizzati. Ciò che abbiamo fatto, è il Carnevale. L’indiano travestito da senatore dell’Impero. (Oswald de Andrade, Manifesto antropofago, 1928). 7. La notte di San Lorenzo, il nostro Martedì Grasso. 8. Desiderare, parola derivata da Sidus, Sideris: ASTRO ® Letteralmente: «CESSARE DI OSSERVARE GLI ASTRI». E così: «CONSTATARE LA SUA ASSENZA» e «RIMPIANGERE LA SUA ASSENZA». Dunque: «DESIDERARE». 9. Il terzo numero della rivista surrealista Bief, pubblicava nel 1959 la seguente inchiesta: «In che modo la certezza dell’annientamento della specie umana in un futuro relativamente prossimo trasformerebbe la vostra concezione della vita?». 10. Je dis qu’il faut être VOYEUR, se faire VOYEUR. 11. Arthur Rimbaud, Harar, 1891, mentre corregge le bozze della raccolta delle sue opere complete: «Il Poeta si fa voyeur attraverso un lungo, immenso e ragionato sregolamento climatico dei sensi. Tutte le forme dell’amore, della sofferenza, della follia; cerca sé stesso, esaurisce in sé tutti i veleni per conservarne soltanto le quintessenze, i vapori, la traspirazione. Tortura impagabile, nella quale ha bisogno di tutto il sudore, la fede, di tutta la forza sovrumana, e in cui diventa, fra tutti, il grande malato, il grande criminale, il grande maledetto — e il supremo Sapiente!». 12. Sparare agli orologi come nel 1871 durante la Commune di Parigi. 13. Osservare tutto in maniera smoderata. 14. Applicare il metodo scientifico a ogni esperienza umana come l’unico imperativo categorico. 15. Il Cielo Stellato dentro di me, la legge morale sopra di me. 16. Cessare di osservare gli astri. 17. Desiderare. 18. Constatare l’assenza. 19. Scrivere. 20. Bruciare. 21. Il termometro segna oggi, 23 giugno, 38°. Ho appuntamento con O. sul Canal Saint-Martin per buttarci nelle sue acque. Gli sbirri sono nei paraggi. Gli orologiai anche. I borghesi dicono che è un immondezzaio e che prenderemo delle malattie. 22. Letteratura + Malattia = Malattia. 23. Zombi: un individuo che, avendo commesso dei crimini, è giudicato da società segrete della religione vudù, condannato, drogato, sepolto vivo, riesumato e poi esiliato e trasformato in schiavo sotto la custodia di un bokor, un sacerdote del vudù haitiano. A Haiti, la parola Zombi serve tanto a designare l’individuo emarginato quanto colui che è affetto da disturbi psichiatrici. 24. La festa in voi si è compiuta, si è persa nella carne; / ma in me fermenta il vino e la carne si fa spirito. (Nikos Kazantzakis, Odissea). 23. CHIUSO PER FERIE.
*
ANGÉLICA LIDDELL | VUDÚ
Stringiamo un patto con il diavolo affinché ci conceda il dono delle parole. La scrittura è un dono che ci viene accordato dall’aldilà. Tutte le ricompense dell’arte nascono da questo patto. Il diavolo mi ha promesso un’opera, in cambio io devo desiderare ogni giorno della mia vita la disgrazia di qualcuno. Devo consegnargli una persona in sacrificio. È risaputo: chi desidera la disgrazia degli altri invoca la propria. Questa è la sorte della scrittura. Scrivere è la nostra disgrazia. Risolviamo l’enigma, ma ignoriamo l’enigma che è in noi. «Tu sei l’assassina che stai cercando», mi direbbe Tiresia. Il nostro sguardo esperto si oscura non appena fa la nostra conoscenza. Se non mi suicido, è perché dopo non potrei più scriverlo; ho un debito con il diavolo, gli devo la scrittura, soltanto lui può uccidermi. Il dolore è più bello di ciò che lo provoca. Il verso è più bello del rapsodo.
*
Dov’è dunque l’opera promessa?
Dove sono le rime in cambio della mia felicità?
Vuoi dirmelo?
Quest’opera, il cui prezzo è così alto, non dovrebbe forse
eguagliare in bellezza la fidanzata di Corinto?
Se la mia anima era così povera,
a che scopo tanta crudeltà?
Per scrivere queste maledette pagine,
sarebbe bastato il sacrificio di un bue o di un agnello!
Esigo che si dia fuoco a tutte le biblioteche
perché lo spirito si spenga là dove viene conservato.
Che nessuno legga. Che nessuno scriva.
Che tutte le lettere si spengano.
Esigo una guerra civile su queste membra spezzate
affinché chi vorrà scrivere
lo faccia sulla terra ardente attingendo al proprio sangue.
Che gli orrori siano così abominevoli
che le madri strangoleranno i loro figli appena nati
per privarli perfino delle lettere del loro stesso nome,
e che il fetore dell’infamia giunga fino al cielo
affinché Dio non ci conceda sepoltura.
Traduzione di Jean E. Marre e Giovanni di Benedetto
Illustrazione: Fétiche bizango, XX secolo, tessuto, ossa (cranio umano), legno, specchio, metallo, 86 × 110 × 60 cm, Coll. Ph. Charlier /LAAB/UVSQ, inv. MAAM.2018.2.1 © musée du quai Branly – Jacques Chirac. Foto: Pauline Guyon









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