Gianfranco Secreti | L’occhio di mia madre è il cielo
inediti
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Proponiamo alcuni testi inediti di Gianfranco Secreti.
Rincorro la palla nell’afa che preme sui muri.
La piazzetta ha le stesse crepe.
I roseti tagliati a filo, le spine crude,
le corolle morte in un angolo.
Di te solo mani e piedi —
un alzarsi di polvere attorno alla palla.
Polvere che non acceca, ma rischiara.
Polvere che non sporca, ma monda
l’errore che passa.
L’occhio di mia madre è il cielo —
nuvola che non porta pioggia.
Le rondini segnano traiettorie secche.
L’aria sa ancora di casa.
La vita si misura in questi ritorni.
Tu, ombra di chi fui, non chiedi nulla.
*
Tenerezza di polvere e mare:
un sapore salmastro sulla lingua.
Qui nessuno confessa nulla,
ma tutto si capisce lo stesso.
Le case – ocra, arancio, il bianco divorato dal sole –
e l’estate che costringe a confessare.
Di tanto in tanto
poso una mano sul petto dell’altro,
ascolto il cuore nel palmo
come un tamburo.
Quella cassetta di Battiato in macchina
aveva la tua voce,
il nastro che tremava leggero
mentre attraversavamo strade spoglie verso ponente,
complici e muti.
Il bacio – un’eventualità rara:
il vicolo ombroso,
un balcone che tradisce.
Corriamo – madidi di sudore e paura felice –
verso l’appuntamento.
Nessuno ci dà la caccia se non noi.
*
Giorni di fiera, come ogni anno —
una fiumana trapesta le strade
verso il camposanto.
Stasera si cena fuori,
effluvi di dolce e salato.
Una progenie dopo l’altra, la ressa
e le sue bagattelle.
La pioggia questa volta l’ha scampata.
Ma quanta ne viene dagli occhi
Gianfranco Secreti (San Giovanni in Fiore, 1995) è studente di Filosofia e Storia presso l’Università della Calabria.Nel 2024 ha esordito con la raccolta in autopubblicazione Sentieri interrotti. Ha ottenuto una citazione speciale al Concorso Letterario Internazionale “Cosenza – Città Federiciana”, ed è risultato quarto classificato al Concorso Internazionale “Salvatore Quasimodo” per la sezione libri editi.









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