Lorenzo Mele – Poesie da “Casa mia non ha le ringhiere”

Casa

Casa mia non ha le ringhiere:
è un giardino senza alba,
un ramo che scorre verso il mattino.

*

Agosto

Me ne vado nel caldo di agosto:
lascio i miei resti tra le briciole di pane;
nel lavello piatti da lavare, tra le pagine
parole sporche, latrati, bave di cane.

*

Attesa

Rannicchiato agli angoli del letto,
in quarantena da giorni e non mai uscito.
Là fuori è un groviglio di ombre,
di nuvole sparse che tengono il respiro.
Mi alzo, e chiedo al giorno di informarmi,
di chiamarmi quando è pronta la luce.

*

Mia madre non vuole morire.
Se ne sta appesa alla fune dei giorni
con la punta delle dita;
ha soltanto una chance
per cadere congruente e precisa
nel burrone della vita.

*

Mia madre faceva la veglia
alla televisione,
poi moriva ogni notte
per tre o quattro ore.
Aveva la strana abitudine
di svegliarsi presto:
prima di tutti quanti.
È sempre stata la prima
a pregare, a salutare i santi.

*

scelta dei testi a cura di Giovanna Frene

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