Michele Paoletti – Foglie altrove

1–2 minuti

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a cura di Giovanna Frene

Il bosco ha fiducia nel vento
che preme le foglie sul dorso della terra
e appende una bandiera fredda tra i rami
mentre l’alba si accuccia oltre le colline.
Le radici impastano un segreto
filando le briciole dei tronchi
e un’altra bandiera si spalanca più lontano,
un abbraccio scavato nel mattino.


*


Di notte gli alberi respirano con noi,
conservano i gridi rapaci degli uccelli.
Nella rete dei rami stringono la luce che si trattiene
poi precipita di colpo sulle cose
e benedice il loro solido respiro
con una mano immortale, spalancata.


*

Luce benedici il mio cortile
la fontanella, le pozzanghere che evaporano
nel sole. Lascia una carezza bianca
sulla legna accatastata
perché non abbia paura della fiamma
e renda l’inverno un po’ più chiaro.


Luce infiamma le finestre dure
le stanze dove fiorivano i segreti.
Adesso non riesco a chiudere le porte
i cassetti non stanno al loro posto
e quella mattonella in fondo trema.
Non sostiene più il peso del mio passo.


*


Andare avanti e indietro nei cortili
col corpo a fare muro
al muro ostinato delle cose.
L’infanzia è scivolata giù dal pugno
mentre la matassa dispari
degli anni era un groviglio,
capo e coda
annodati ancora insieme.
Non riesco a immaginare l’eco
che le stanze faranno al mio passaggio
e i nomi li raccoglierò per caso
lasciandoli sfiorire sulla bocca.


*


Un seme che sorge ricorda il mondo
di un’estate prima. La terra ricoperta
di promesse, i fili d’erba conficcati in fondo
lo schiaffo del sole che ti mozza il fiato.


Le poesie che proponiamo sono tratte da Foglie altrove (Arcipelago Itaca, 2020)


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