Teodora Mastrototaro | Legati i maiali

a cura di Giovanna Frene
da Legati i maiali (Marco Saya, 2020)


Giochi con la parte irregolare di un pulcino.
I maschi tramontano nel piano inferiore del nastro.
Ha paura, l’animale, dell’abisso.
Nella notte perde peso e il giorno dopo silenzio.
Veloce procedi nei giorni, ti sporchi le vesti,
inganni le ossa.
Lo maceri mentre pigola al limite delle tue parole
che mostrano forme rotte di fratelli senza nome.
Tritati vivi i disgraziati viaggiatori.
Ti sanguina il guanto, uomo, nella cavità arida della parola cadavere.


*


Siamo Mucche a terra,
mendicanti della nostra stessa carne.
Bestia che cade non riposa.
Con il trattore mi sollevi insieme all’erba nera
dove ho cacato immobile.
Sono il punto di partenza delle mosche.
Madre dalle mammelle che puzzano, dai capezzoli sporchi,
dal latte finito e dal figlio morto senza essere ammazzato.
China su di me rinnego il cielo e mangio la terra.
Divento la tua preda senza che tu possa turbarti
col sorriso che ti pende sottovoce.
Corpo senza bara scaricato come scarto
dentro al camion: scompaio.


*


Ancora cosciente mi rivolti vivo nella vasca,
l’acqua bollente rende tenera la morte.
Un paio di minuti è il tempo che ci vuole
per far puzzare il cielo.
Il porco dopo di me non sa nuotare,
gli basterà un secondo per farsi trasformare
nel bianco del carcame scolorito.
Un braccio meccanico mi spinge giù in fondo
nel mare sospeso di rosso.
Il porco ha gli occhi fissi su di me che fremo,
mi opprimo, continuo a calare.
Quando l’inferno non ti brucia più ne fai parte
o non esisti.


*


Lo storditore punta la pistola
all’altezza della macchia a forma di stella
sulla fronte del cavallo in fila.
L’occhio che schizza dalla cavità orbitale
lascia una scia luminosa di plasma
visibile per pochi secondi.
La stella è diventata una cometa.
Lo storditore esprime un desiderio
ammirando quel corpo celeste morente
che attraversa un pezzo di cielo.


*


Braccia lunghe con lunghi peli
estraggono dal ventre della vacca
la sua più bella malattia: un maschio.
La vacca sarà fecondata
per tornare a essere madre
di un figlio che sarà padre
di una figlia che sarà fecondata
per essere madre di un figlio
il cui seme lo renderà padre
di una vacca che sarà fecondata
per tornare a essere Matrioska
fino alla fine del seme.


*


Gli animali morti non hanno bisogno di essere controllati.
Ciò a cui bisogna stare attenti è la temperatura della cella frigo
che rimanga da 0 a 4 gradi affinché si possa controllare
lo sviluppo dei batteri che sono ancora vivi nella carne.

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