Edoardo Scipioni | Giaciture

proposta della redazione
da Giaciture (Ensemble, 2021)
n.d.r. per consultare più agevolmente il poemetto In minore occorre scaricarlo dal link riportato nell’articolo


Croce stilografica

Sincerarsi a ritroso non può essere, altrimenti
sempiterno
aggrovigliare di fortune all’umido dei tessuti
molli.

Così non sa resistere lo scadenzario complesso
del cancro, già troppo
a lungo il poema ha spalpebrato verso lune
materne.

Come pattinare via
sul lampioneto è irredimibile,
progetti e ronzii vorticosi a questi ritmi conciano
alla demenza
in una panoramica bassa.

Se l’aria di fuori, imbrigliata di fischi non fosse
tenacia d’azoto e nervi.

Non assumerei l’intero quartiere
in un grumo di tegole
e ammennicoli prima di svanirti a intermittenza
nei sottobraccio.

Guardaci, piccoli wormhole prematuri
impigliati in un discorso di mani
ghiacciate. Ci sperperiamo a vicenda gli sguardi
col buio
gravitandoli a ragione.

La fiamma indaga un’infinità di pronunce

La fiamma indaga un’infinità di pronunce
senza mai destarle, non intrattiene. Preme e scova
con freschezza d’impulso la radice di un timbro fossile.

Ci esaudiremo a vuoto calando nel gorgo la tensione
orbitale. Ai piedi del letto
forse, sbiancando al tramonto di una luna di fossa.

In minore

Chora o l’unico presente

Frattempo.
Neppure nel fiato in costante svestitura
che accorge bene
dello scheletro, e del suo reclinarsi
in acqua dolce
come alga alle correnti.
E non si da per sempre finanche
la disinvoltura, asciugare desideri infradiciati
nei cappotti del ritorno.
L’inutile si può, non far presente
il controrespiro
che partecipa in precedenza. Dunque
di riflesso temprale, dialogando i possibili
impianti, nuvolii
di scosse che introducono i polsi
al morso di redini
assicurate all’immobile, traversando
in apparenza si può. Solo questo
non contenere
il rapporto alla lettera
in alfabeto di falsi cerchi, eppure
intrasentirlo
capitare al discendere perpendicolo
della sera. Invece, non si può
smettere, nella vertigine della sproporzione
la fine ricorrente degli annunci.
Essere uno
nel buio osceno della saliva, né più leggeri
serbarsi
oltre la soglia. Spalancati si deve
al venir meno non fruibile della bocca.

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