Domenico Cipriano | Fantasmi

proposta della redazione


cerca di mostrare la morte agli occhi dei curiosi
pensando di far vincere la vita: si ribella la censura
allo spettacolo dell’orrendo. oggi la morte
fa capolinea davanti alle tenebre di un poeta,
è giovane, tiene stretta a sé la dignità del dolore.

*

il viaggio intrapreso in treno segna lento i passaggi
tra le case. si attraversa la vita distanti, da osservatori,
l’eroe è lì tra le voci chiuse nelle case sospese. non pensa
a ciò che lo fa sentire vivo, sa che deve agire anche difronte
agli incubi. il visitatore è dall’altra parte del vetro, immobile.

*

si accavallano sfuggendo i pensieri e le risate. il fumo torbido
confonde mentre le giacche sono lasciate appoggiate alla sedia
e le frasi schiacciate contro il vetro richiamano i passanti. entrano
(siamo nel mondo di un tempo) e si abbracciano. c’è già un alcolico
ordinato e da consumare al banco, occorre solo fondere il respiro.

*

si sveglia senza rispettare il ritmo del sonno. è sempre
tardi a qualsiasi ora dopo l’alba. la luce sta per rinascere
e non gratifica ancora le ombre. i passi si possono ascoltare
se non si aprono le finestre. la caffettiera perde il profumo
dai bordi dell’avvitatura. si brucia il giorno sul limbo del fuoco.

*

non ci sono chilometri a misurare le distanze
il fiato ha rotto gli argini, era febbraio o marzo.
cambiano le prospettive le stoppie accese
in inverno. i falò sono stati pochi, le ricorrenze
hanno lasciato salire il fumo per ricordare i morti.

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