Ofelia Prodan | Periodicamente ricicliamo cliché

a cura di

Lorenzo Pataro

2–4 minuti

|

da Periodicamente ricicliamo cliché (Ensemble edizioni, 2023), traduzione dal romeno di Mauro Barindi

Periodicamente ricicliamo cliché

l’intuito si spinge da qualche parte
più in profondità, nello stomaco.
periodicamente ricicliamo cliché.
vendiamo gadget a prezzi stracciati.
se ho sintomi di senilità, di insonnia si tratta
abuso di caffè e di neurolettici.
il vuoto ha l’aura del barbone illuminato.
in noi stessi appartati, i ricordi immagazzinati
nel subconscio, l’esplosione di impulsi elettrici
genera attacchi di panico.
visualizza il corpo umano come un semplice
oggetto anatomico.
tracce anacronistiche di felicità. l’apparente
complessità di un generatore elettrico.
scrivi qualcosa di sdolcinato sul messenger.
non inviare il messaggio. riformulalo.
l’intuito si spinge da qualche parte ancor più
in profondità, sbatte contro l’osso sacro.
trascina il messaggio nel cestino.
riformulalo.

+



Il mio posto

la memoria di breve durata, le esperienze
extrasensoriali,
archiviate in un sistema cerebrale
bombardato di anfetamine,
che provocano pressione e salivazione
abbondante: saranno i miei punti di riferimento
nel caos concreto.

l’impormi un limite, poi il superare me stessa,
la sveglia del telefono a ripetizione automatica
mi aiutano a mobilitarmi per un nuovo giorno.
dove vai ancora in giro, in quali altre vie
senza uscita ti smarrisci?
cerco solo un posto mio che sia talmente mio
che nessuno possa scoprirne,
neppure lontanamente, l’esistenza.

il rumore lieve del cervello –
la melodia in base alla quale disegno yantra
in un file indipendente.
non ho trovato il posto, magari si troverà
proprio dentro di me, dove la vita pulsa
fra cellule sanguigne.

+

Attacco di panico simulato

gli affetti si mescolano per inerzia.
i colori stridenti mitigano la rabbia latente.
il gioco del domino nello spazio rachidiano.
le cellule nervose vengono ridistribuite
in base al merito. i giornali titolano – Passione
e terrore in Afghanistan.
le lumache se precipitano nella cassa toracica.
l’uncinetto si conficca nel midollo spinale
che si conficca nell’osso sacrale deframmentato.
il calco del cervello proietta l’assenteismo
selenico. un tossico attraversa l’Oceano Atlantico
su una barca di pelle tatuata.
due ragazze siamesi comunicano per inversione.
l’alfabeto morse stupra l’alfabeto braille.
l’apparecchio a microonde
emette periodicamente ultrasuoni
nella pompa del vuoto.
le felci divorano insetti per via telepatica.
una giocatrice di tennis gonfiabile inghiotte
palline di fuoco. le mitragliatrici ballano
il flamenco. una serie di numeri primi simula
un attacco di panico. tra due episodi maniacali,
una partita di sesso diretta da un asceta indù.
l’inflazione si dissolve nell’acqua termale
con acido borico con indosso un giubbotto
di salvataggio e bikini catarifrangenti.
i fenicotteri soffocano il plancton.
il martello colpisce acusticamente la falce.
la semiluna pulsa sistematicamente.

+

Natura morta

un pesce di cristallo su un televisore Telefunken,
un sacchetto di plastica nel pesce di cristallo,
lo scheletro dello Yeti nel televisore Telefunken,
due mummie sedute a bere un caffè
che invocano Gasper,
Gasper che rincorre Scooby-Doo,
Scooby-Doo rincorre lo scheletro dello Yeti,
che fracassa il televisore Telefunken in testa
al pesce di cristallo con il sacchetto di plastica
pieno zeppo do tappi di cola-cola, yogurt e birra.

+

In senso contrario

quando le acque si riverseranno come un diluvio
sulle acque del cielo, la terra uscirà dalla
propria orbita, vagherà nello spazio in cerca
di nuove forme di vita, dopo millenni, stremata
dalla lunga odissea, farà sosta in una galassia
pacifica, e si riposerà un attimo lungo un secolo.
quando si ricorderà degli uomini, si contrarrà
negli abissi ruotando a velocità
superluminale attorno al proprio asse.
il tempo scorrerà rapido in senso contrario.



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