il ritratto di Tommaso Ottonieri è stato realizzato da Jonida Prifti
da Cinema di Sortilegi (La vita felice, 2023)
Montaggio di sortilegi | Una selezione di versi
scelti e curati da Francesco Ciuffoli
Premio Napoli 2024
da Da una conca
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Ti scrivo dal fondo d’una teca,
dal cavo d’una conca, dal letto d’un’ampolla:
seme d’osso o di schiuma,
serrato qui nel riflesso rappreso dei secoli come insetto nell’ambra.
Alati microdèmoni cingono il mio sonno,
un succubo iridato di diamante ne taglia l’inquieta trasparenza,
impazzita la sirena spinge a scatti il suo grido oltre l’orto dei semplici.
[…]
Occhi ringhiere all’ingoio del diluvio nero, e ròsa fino all’anima quest’imminenza di città sul fascio di accesso per la stazione ferroviaria, pompasse il frantumarsi delle specificazioni tutto accadendo rovesciando altrove
(che il mondo qui fosse tutto ciò che accade)
(che l’insieme dei fatti, fosse, il mondo, e fosse non mai le cose)
[…]
da Nella zona fondiaria
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E il concreto (fantasma) dell’esistere, dall’istante in cui era venuto a cedere, poteva assorbirsi nel più indicibile il più indecidibile ecco, e così nitido, grado della materia. Mummia; cristallo. Terso, di luce bianca. Punto morto della, non, memoria; che si sfalsa, secando lo sgretolio delle superfici la compattezza residua il bagliore di calce. Quanto si era già offerto in qualità di uso, invisibile tramatura dei gesti prescritti o più filiforme geometria dello spaziare abitudinario, dallo stridere rotatorio del pianeta alieno ricadeva pelle sul magnete gravitazionale, a coprirne per intero l’estensione, arrestava il suo degradarsi per il tempo solamente d’uno scatto, per il battito di un falso movimento vibrato sugli stipiti dal cuore della stasi: giaceva fisso sulla parete dell’attimo, sulla crepa dell’ombra che dall’oltrevita lo incideva adesso, come in linea di taglio il rasoio lento della luce.
[…]
da Città disparente
[…]
Una città, nasce dalla sua materia; dal profondo, sottopelle, una sirena ctonia si rovescia, si solleva, riversa la sua anima di friabile fuoco sull’idea della superficie, la sua mobile arenaria, di taglienti cristalli una morbida grana
[…]
da Oltre la stele
[…]
Sì che, intenti, foriamo a nostra volta, dall’un lato e dall’altro, in digitarsi di acuti punteruoli spinti non altro che dal pensiero, la superficie dei silenzi che, verticale, si frappone tra le due celle del solo consumarsi, del sacrificio della spenta luce, la scrosciata implosione dei giuramenti.
Elettrifica di balenii brevi, le spezzate sillabe delle promesse che continuiamo a vanificarci, scribi delle sabbie, stretti nel metallo dei supplizievoli gli impronunziati riti di mancanza, i culti dei dissolvimenti.
Spettri esili di voce; che da ciascun lato del tempio si promanano solo per onde; tra i nugoli, sola vita, dei moscerini, ritmici gli spostamenti d’aria mi giungono aggiranti lo spazio verticale, vertice e voragine del nostro silenziarsi nell’inghiottirsi millimetrico della città serpente.
[...]
da Cinema del Sacrificio
[…]
Adesso. Accanto ai residui del remoto rogo.
Nulla più che ceneri, nell’ara del carbonizzare.
Alla base del pinnacolo piramidale, il tappeto delle sparse schegge fossili, su cui il rito è compiuto infine, e di brevi scariche sussultano gli specchianti circuiti della carne.
Disceso per rivoli, il lubrificante si concentra sanguigno in piccole pozze, senza poter mai raggrumarsi, posare.
Un succo caldo, che continua a ribollire sulla pietra.
Con un mestolo, la ragazza lo raccoglie nel tondo d’un catino. Lo depura, lo mescola con amorevole premura, controlla che l’ebollizione non si arresti; quasi fosse per una conserva di fibre, presto da rendere al siliceo pulsare del suo dio.
La chiave, è lì, a portata di mano, sotto il gran masso. Ma lei, non se ne cura. Non per adesso.
Ci sarà tempo, forse; per giungere al largo d’acque, d’un destino che fosse libero per rendersi al cielo sei suoi abissi.
Anche se nel foro le chiamate non cessano di vibrare; il fantasma della voce, di protendersi, pronto all’ulteriore comando; anche se il metallo della voce cigola, ruggine nel gelo tagliante delle folate.
Ci sarà tempo forse.
Il vento, forte, lungo il canale, spinge, ma è impossibile darvi ascolto. Sulla lunga spianata dei sacrifici, il silenzio senza requie spira un algido turbinìo di scarniture.
Ci sarà tempo. Alla base trasmittente dell’obelisco, china sulla frangia che le discende nera, dando le spalle al masso, fissi gli occhi sulla cenere, dal foro che si slabbra. La ragazza di quarzo canta a bocca chiusa; note disegna di sua impercettibile melodia, sull’onda aliena d’una santeria di meteore. In fusione nella cova dei ghiacci, nel bramire d’iceberg che si sfaldano, penetrano atmosfere le acutezze dei decibel, ascensionali verso il risucchio del suo nodo sidereo; per ancora svanire, nel solarizzarsi concentrico dell’etere, nell’abbagliante inveduto degli astri, raggio all’inverso per un riverbero crucifero di squame.
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da un corsivo inedito
: per una lente ottusa, pollici su pollici, pixel si accalcano da un trepestìo di zeri, di loro luce le lame pulsano a accendere ciò che del mondo rimane, qualcuno ne resta bruciato, di sabbia un grano giace morto sul quadro: vedono viversi al fondo del vetro, orme correndo del suo lato inverso, ma di metafisiche binarie oscillano gli algoritmi del reale, per onde il mondo intesse e replica la sua sentenza capitale :
Tommaso Ottonieri (1958) ha pubblicato: in prosa, ‘Dalle memorie di un piccolo ipertrofico’ (Feltrinelli 1980, prefazione di Edoardo Sanguineti; NoReply, 2008, in versione restaurata), ‘Coniugativo’ (Corpo10 1984), ‘Crema acida’ (Lupetti e Manni, 1997), ‘L’album crèmisi’ (Empiría, 2000), ‘Coro da l’acqua, per voce sola’ (d’if 2003, già in Coniugativo), ‘Le strade che portano al Fúcino’ (Le Lettere, fuoriformato, 2007); in versi, ‘Elegia Sanremese’ (Bompiani 1998; Aragno 2022), ‘Contatto’ (Cronopio 2002), ‘Geòdi’ (Aragno 2015); in critica-teoria, ‘La plastica della lingua: stili in fuga lungo un’età postrema’ (Bollati Boringhieri, 2000). Parte considerevole della sua produzione saggistica è condotta nell’ortònimo Pomilio: di recente uscita, ‘Il rovescio di un minuto. Nel cinema della scrittura, da Zavattini a Zanzotto’ (edizioni del verri 2023). Con il suo ultimo libro ‘Cinema di sortilegi‘ (La vita felice, 2023) è risultato vincitore del ‘Premio Napoli 2024’ nella sezione ‘Poesia e testi musicali’.









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